Con le Apps si diventa bravi a scuola

Nel corso del mio ultimo viaggio a Madrid ho potuto nuovamente constatare di persona come sia totalmente cambiato il sistema di apprendimento da parte dei giovani, attraverso una  App  GRATUITA (applicazione per IPhone) era possibile conoscere la storia di ogni quadro presente nell’ imponente Museo del Prado; in un modo quindi semplice, veloce e vi assicuro assai più divertente era possibile venire a conoscenza di informazioni che prima ci venivano impartite in maniera, diciamo la verità assai più noiosa!!! Quanti sbadigli durante le visite guidate delle gite scolastiche , o no? 😛

L’andare a scuola,  come dice Bandura, lo si può considerare la sfida cognitiva e motivazionale più impegnativa che il bambino affronta nel suo percorso di crescita. Non a caso la definisco una sfida perché:

1) il cervello opera in modo sinergico costruendo enormi strutture sulle basi di altre già preesistenti, pertanto una mancanza momentanea può avere una ricaduta che può produrre, in seguito, delle difficoltà nella stessa disciplina o in altre materie, correlate ad essa;

2)  la scuola mette in evidenza  agli “altri” le proprie capacità o incapacità per cui, per alcuni studenti, l’essere esposti al giudizio degli altri o essere solo oggetto di osservazione è fonte di stress, tensione, ansia.

Numerosi studi hanno dimostrato e confermato che molti insuccessi scolastici sono dovuti ad una semplice incompatibilità tra lo stile d’insegnamento e quello di apprendimento (Stemberg 1996). Tutto questo porta alcuni studenti a credere di “non essere portati” per questa o quella disciplina scolastica, solo perché è stata insegnata in modo da essere percepita ostica e complicata, proprio a causa del  diverso modo di spiegare (ad esempio in modo descrittivo, per immagini) e di apprendere (ad esempio in modo più dinamico e coinvolgente). Questo può portare lo studente ad andare incontro all’insuccesso scolastico malgrado le sue capacità, ed impegno nello studio.

Nella mia esperienza ho potuto riscontrare inoltre la persistenza di un insuccesso scolastico porta, in genere, ad una serie di processi(comportamenti) che concorrono a realizzare la profezia autoavverantesi, cioè lo studente si aspetta di non riuscire e adotta un comportamento posto a confermare questa sua previsione.

Indipendentemente dalla motivazione, ai primi insuccessi egli incomincia a considerare le sue capacità di prevedere di riuscire o meno riducendo il grado di autoefficacia. Questo significa che il risultato sarà piuttosto quello di non riuscire nello svolgimento di un compito che di farcela.

Se lo studente si trova nelle condizioni di non poter evitare di affrontare  un compito che pensa di non riuscire a fare, entra in uno stato di ansia che comporta un’alterazione del suo stato fisiologico e ciò induce la sua mente ad occuparsi di queste variazioni fisiche con conseguente riduzione delle sue capacità cognitive. Si ha, inoltre, un aumento della motivazione a SOTTRARSI a queste condizioni di malessere, ed ecco perché gli studenti che hanno difficoltà a portare a termine la loro preparazione hanno sempre meno motivazione ad andare avanti.

Nella mia attività di Mentoring scolastico la prima sfida che cerco di vincere quindi con lo studente è quella di FAR CESSARE tutta quella serie di COMPORTAMENTI che concorrono a CONFERMARE le sue CREDENZE NEGATIVE sullo studio.

Il mio obbiettivo finale è quello di frar accedere lo studente in quello stato prima somatico e poi emotivo attraverso il quale tutto quello che si fa, avviene NATURALMENTE e  BENE.

Il processo attraverso il quale si accede in questo stato generativo di cui ho potuto riscontrare, personalmente, la sua efficacia è il ReSonance che sto strutturando appositamente per i giovani dai 12 ai 25 anni.

Se vuoi saperne di più puoi contattarmi attraverso la Pagina di FB Roberta Tarsitano Advising o attraverso twitter.

A presto!

Una Risposta

  1. […] Pertanto ogni cervello umano tende ad interpretare più che ad osservare il mondo che lo circonda in base appunto alle proprie esperienze e CREDENZE . […]

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