La timidizza a scuola si vince con “LIE TO ME”

Nel corso dei miei studi universitari fui molto colpita dalle ricerche dello psicologo americano Paul Ekman, denominate Facial Action Coding System (FACS) e certo non avrei mai potuto immaginare che l’avrei utilizzato per la mia attività di Mentoring: la ricerca più famosa pubblicata nel 1978 codificava le espressioni facciali che l’essere umano utilizza istintivamente quando prova alcune emozioni . Ovunque nel mondo esistono solo 6 espressioni facciali riconoscibili : tristezza, sorpresa, rabbia, disgusto, paura e gioia. La scoperta vera e propria fu quella di “codificare” l’esatta combinazione di muscoli che gli esseri umani mettono in atto ogni volta che si trovano a provare una delle 6 emozioni oltre ad un grande numero di microespressioni ,della durata massima di un venticinquesimo di secondo, che rivelano se la persona sia sincera o meno. Vi ricordate il telefilm “lie to me” 🙂 .
Dopo aver Studiato Ekman mi chiesi immediatamente:
“Cosa succederebbe se tutti gli studenti timidi che durante le interrogazioni risultano poco credibili o convincenti fossero riusciti ad utilizzare i muscoli facciali giusti durante la loro esposizione orale?”
La risposta mi è arrivata molto più tardi quando madre di una ragazza che frequentava la scuola media le consigliai di ripetere quanto aveva studiato di fronte uno specchio; le prime volte questo consiglio ha generato grande divertimento ma con l’andare del tempo mia figlia, così come gli altri studenti che seguivo nel percorso di mentoring, si “scoprivano” immediatamente quando stavano dicendo cose sbagliate oppure poco convincenti, un po’ come fa il dr. Lightman nel telefilm “Lie to me”!
Inoltre la necessità di dover parlare di fronte a qualcuno che ti osserva pone automaticamente la necessità di doversi organizzare per superare quei drammatici 5 minuti iniziali che in fondo caratterizzano tutto l’andamento psicologico e quindi il rendimento di un esame .
In altri campi, quali quelli della vendita, questi fatidici 5 minuti dove lo studente vuole convincere l’insegnante di aver studiato, viene definito APPROCCIO ed è fondamentale saperlo gestire nel modo giusto in modo da “PILOTARE” ( si è proprio vero è così) tutto il resto dell’esame od interrogazione o colloquio di lavoro e tutte le altre mediazioni dove si vuole far scaturire nel nostro interlocutore emozioni positive.

La buona notizia è che imparare a “PILOTARE” un esame si può, pertanto se ti interessa contattami attraverso il formulario della pagina dei contatti verrai richiamato al più presto
Ciao
Roby

5 Risposte

  1. […] Paul Ekman, divenuto uno dei 100 psicologi più importanti del ventesimo secolo grazie alle sue ricerche sul riconoscimento delle emozioni attraverso le espressioni micro facciali, ha scritto un articolo in un numero della Greater Good Magazine dedicato alla fiducia. In questo numero, Ekman e la figlia Eva vengono intervistati sulla fiducia tra genitore -figlio. Il tema principale del colloquio si concentra sui vantaggi del fidarsi del proprio figlio, soprattutto per incoraggiare un comportamento degno di fiducia, indispensabile per costruire la fiducia tra genitori e figli. […]

  2. […] Soprattutto per esperti in selezione del personale( e quindi molto allenati a riconoscere i Segnali Non Verbali)  non si è mai sufficientemente bravi a mentire. Anche se le domande che ti vengono poste non […]

  3. […] durante la spiegazione abbassi lo sguardo, se ti invitano ad uscire con un SMS neanche rispondi. La timidezza ti suggerisce l’alibi che se fai così nessuno si può arrabbiare. Giusto? Sbagliato! Anche […]

  4. […] I ragazzi di oggi crescono in una nuova realtà, sono sintonizzati più sulle macchine e meno sulle persone, anche se loro coetanee! Ma questo non riguarda solo i giovani adolescenti, infatti mi capita molto spesso di notare genitori immersi nei loro smartphone o Tablet mentre i figli, anche piccoli, gli rivolgono loro domande e richieste di attenzioni continue. L’attenzione e la concentrazione quindi sono delle abilità davvero poco considerate a livello trasversale, anche se il loro effetti hanno conseguenze non solo nello studio e nella comprensione dei nostri ragazzi, ma anche nella consapevolezza di come ci sentiamo e perché, nella capacità di leggere le emozioni durante le interazioni con gli altri, nel cosiddetto Linguaggio Non Verbale. […]

  5. […] dalla postura in classe e soprattutto dalle espressioni del suo volto. Basandosi sul lavoro di Paul Ekman, un esperto che ha identificato con precisione i movimenti dei muscoli facciali sotto […]

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