Never complain, never explain ovvero l’arte di NON lamentarsi

camera caffeA chi non è capitato di incontrare i “lamentosi professionisti”? E’ quella categoria di persone che si può trovare un po’ dappertutto : nei bar, in fila al supermercato,  nei corridoi degli uffici, magari intorno i distributori di caffè.

Lamentarsi rappresenta un Pattern comune ad ogni età ed ambiente in quanto è soprattutto uno sfogo e lo sfogo è una forma sottile di piacere in quanto permette di esprimere pubblicamente un fastidio “privato”.

A mio parere lamentarsi è sbagliato non solo per ragioni psicologiche ma perché costituisce una perdita di tempo ed un discreto consumo di energie : una lamentala ben articolata richiede infatti tempo a disposizione, capacità narrative (per non risultare troppo noiosi) e dedizione.

Anche l’abilità di non lamentarsi rientra secondo me tra quelle più importanti per gli esseri umani e che sono sostanzialmente “non allenabili” come dice Simone Pacchiele nel suo ultimo articolo,  ma non averla è assai rischioso in quanto porta a quella forma di indolenza e resistenza ai cambiamenti che vengono quindi sempre percepiti come pericolosi. 

Esercitarsi a non lamentarsi è sicuramente un esercizio complesso soprattutto quando si è giovani ma il nostro cervello per esprimere delle valutazioni ha bisogno di unità di misura e termini di paragone e quindi è ovvio capire perché uno studente di 16 anni non ragioni come uno storico di 80 anni!

Bisogna imparare, davanti alle scelte di vita e di lavoro a usare la prospettiva . 

“C’è un famoso racconto che parla di Milone di Crotone, il celebre lottatore della Grecia antica: in breve il senso della storia è:“solleva un vitello ogni giorno, e quando cresci sarai in grado di sollevare una mucca”.La storia racconta che Milone divenne fortissimo iniziando quand’era ancora poco più che un bambino a sollevare un vitellino appena nato, e continuando ad alzarlo ogni giorno mentre cresceva.  Ed in pochi anni mentre Milone diventava uomo fu in grado di sollevare il vitello che… nel frattempo era cresciuto anche lui”.

Mi trovo ogni giorno a parlare con studenti che vorrebbero cambiare il loro stile di vita e possibilmente in breve tempo e qualsiasi “suggerimento” venga loro dato per avvicinarli “a chi sono veramente” viene percepito come irrilevante, rispetto ai grossi cambiamenti che vorrebbero nella loro vita;  in realtà  ad ogni azione compiuta corrispondono tutta una serie di informazioni o meglio “DATA” come descritto in un mio precedente articolo che vanno assolutamente interpretati per poter decidere se continuare sulla strada intrapresa o effettuare una serie di aggiustamenti di “rotta”. 

E’ possibile acquisire tutte le conoscenze di cui si ha bisogno per arrivare a dove si vuole arrivare nello studio e nel lavoro ma è fondamentale a mio parere per poter crescere personalmente e professionalmente, avere la capacità di adattarsi alla stessa velocità in cui è maturato il contesto in cui si vive. 

Se ti interessa avere qualche dritta in merito….ti aspetto attraverso la pagina dei contatti o via Skype.

 Ciao Roby

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