Pagellino scolastico ad effetto Barnum

effetto_barnum

P. T. Barnum, l’impresario del celebre circo americano, soleva dire che i suoi spettacoli avevano tanto successo perché in essi si poteva trovare “qualcosa per ciascuno:” i numeri erano talmente vari che tutti trovavano qualcosa di loro gusto.

Per capire come sia possibile applicare questo principio alla stesura di un pagellino scolastico, bisogna fare un salto in avanti di quasi un secolo dai tempi di Barnum. Alla fine degli anni ’40 lo psicologo americano Bertram R. Forer teneva un corso introduttivo ad una quarantina di studenti del primo anno in un’università della California. Aveva appena parlato del “Diagnostic Interest Blank”, un questionario standardizzato da lui sviluppato per cercare di descrivere in maniera sintetica ed oggettiva il carattere di una persona. Per mostrare il funzionamento del sistema, chiese ai suoi studenti di compilare il questionario stesso: sulla base dei risultati, avrebbe tracciato un breve profilo caratteristico di ciascuno.

Trascorso il tempo necessario per esaminare i questionari, Forer consegnò ad ogni studente una busta contenente un profilo caratteriale in tredici punti, chiedendo di esprimere con un punteggio da zero a cinque quanto buona fosse la descrizione.

Il risultato fu quello che il professore si aspettava: quasi tutti gli studenti avevano dato un punteggio alto, quattro o cinque (i punteggio medio risultò essere 4.2), mentre nessuno aveva dato zero o uno: i profili preparati da Forer erano veramente azzeccati!

Ma Forer aveva imbrogliato, a fin di bene, i suoi studenti. I profili caratteristici “personalizzati” erano tutti uguali! Ecco la traduzione dei tredici punti del testo originale:

  1. Hai molto bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino.
  2. Hai una tendenza ad essere critico nei confronti di te stesso.
  3. Hai molte capacità inutilizzate che non hai volto a tuo vantaggio.
  4. Pur avendo alcune debolezze nel carattere, sei generalmente in grado di porvi rimedio.
  5. Il tuo equilibrio sessuale è stato in qualche modo problematico.
  6. Disciplinato e controllato all’esterno, tendi ad essere preoccupato ed insicuro dentro di te.
  7. A volte dubiti seriamente di aver preso la giusta decisione o di aver fatto la cosa giusta.
  8. Preferisci una certa dose di cambiamento e varietà e ti senti insoddisfatto se obbligato a restrizioni e limitazioni.
  9. Ti vanti di essere indipendente nelle tue idee e di non accettare le opinioni degli altri senza una prova che ti soddisfi.
  10. Hai scoperto che è imprudente essere troppo sinceri nel rivelarsi agli altri.
  11. A volte sei estroverso, affabile, socievole, mentre altre volte sei introverso, diffidente e riservato.
  12. Alcune delle tue aspirazioni tendono ad essere davvero irrealistiche.
  13. La sicurezza è uno degli obiettivi principali nella tua vita.

Forer, proprio come Barnum, aveva messo nel testo consegnato agli studenti “qualcosa per ciascuno”: un po’ di tutto in modo che chiunque trovasse qualcosa (o anche più di qualcosa) che si adattava al proprio carattere.

Esaminando i tredici punti del profilo ci si accorge subito di alcuni trucchi che si possono usare: primo di tutti, fare affermazioni contraddittorie (ed esempio la 6 o la 11). Dato che sono frasi che affermano sia una cosa sia il suo contrario, nella peggiore delle ipotesi saranno sbagliate soltanto a metà. Tuttavia, dato che raramente il carattere di una persona è monolitico, le probabilità che la persona si riconosca nella contraddizione stessa più ancora che in una delle due metà è molto alta.

Un altro trucco, quasi ovvio, è fare affermazioni talmente scontate da essere vere per chiunque, come ad esempio la numero 7: chi è così sicuro di sé da essere sempre certo di aver fatto la scelta giusta? Un terzo trucco è quello di sbilanciarsi leggermente verso una descrizione positiva del carattere, cercando sempre di compensare eventuali “difetti” (come nel punto numero 4): lasciando stare le lodi sperticate, un profilo “positivo” non solo compiace chi lo legge, ma lo rende anche più disposto a crederci.

Perché ho voluto parlare dell’“effetto Barnum”? La lezione che anche Forer trae, nell’articolo in cui descrive l’esperimento, è che è molto difficile far valutare SOLO al soggetto stesso, ad esempio uno studente, la bontà di una descrizione del proprio carattere ed inclinazioni.

Inoltre  che è facile scrivere un giudizio od un consiglio di orientamento completamente generico, in cui tutti possano riconoscersi: “ Vista la sensibilità dello studente dimostrata durante il percorso di studio, si consiglia l’indirizzo umanistico” – “l’alunno ha raggiunto in modo adeguato gli obbiettivi programmati ed ha acquisito una buona capacità di organizzare i tempi si consiglia pertanto qualsiasi indirizzo di studio”- “l’alunno ha mostrato maggiore interesse per le materie che utilizzano strumenti tecnologici, si consiglia pertanto un indirizzo di studio tecnico o professonale”

Il percorso di Mentoring che propongo ai miei studenti si propone di indirizzare i giovani verso esperienze educative che possano coinvolgerli emotivamente e questo perché parto da una prospettiva assolutamente NUOVA, e nella maggior parte dei casi con dei risultati eccellenti. 

Se ti interessa sapere come funziona il percorso puoi contattarmi anche via Skype. 

Ciao

Roby

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