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Sociopatici di successo ovvero il lato oscuro dell’empatia

il lato oscuro

il lato oscuro

L’empatia è quel radar emotivo che, se bene usato nel corso della nostra vita, ci consente di trovare numerose risorse per il raggiungimento dei nostri obbiettivi. Molto spesso quindi questa dote che ci consente di entrare in connessione emotiva con gli altri, viene promossa e favorita soprattutto negli ambiti didattici;  ma proprio a causa del suo grande potere, a volte presenta anche un suo utilizzo “oscuro” come nei casi di bullismo tra i giovani o ancora peggio nei casi di violenze sulle donne o in famiglia.

Il lato oscuro dell’empatia si manifesta quando una persona la utilizza per individuare i punti deboli delle altre persone per approfittare di loro, in sostanza per manipolarle.  Tali individui non provano alcun timore, la minaccia di una punizione (rimprovero dei genitori o nota disciplinare ad esempio) non rappresenta per loro alcun deterrente.

Secondo l’approccio psicologico classico questi soggetti vengono definiti sociopatici (circa l’un per cento della popolazione) che, una volta divenuti adulti, spesso “nascondono” questo loro disturbo attraverso “una IMITAZIONE perfetta delle normali emozioni, un’acuta intelligenza ed un atteggiamento di responsabilità sociale” , i cosiddetti  SOCIOPATICI DI SUCCESSO di cui il mondo del lavoro è pieno. Tra gli indicatori più  importanti, oltre al ricorso patologico alle bugie ed alla tendenza a vivere sulle “spalle degli altri”, vi sono anche:

grossi deficit di attenzione, quali facilità ad annoiarsi e a distrarsi che inoltre impedisce di “vedere le conseguenze delle loro azioni”;

scarsa capacità di controllare gli impulsi;

totale mancanza di solidarietà nei confronti di chi soffre.

Nel corso dei progetti scolastici pertanto, dedico una parte importante allo sviluppo delle strategie cognitive al fine di contrastare questo tipo di pericolo attraverso l’attivazione di una forma primitiva di EMPATIA DIFENSIVA.

Secondo la mia esperienza in ambienti didattici e non, costruire una EMPATIA COGNITIVA è possibile a qualsiasi età ma sicuramente attivarla in età adolescenziale consente la costruzione di legami professionali e personali di qualità, presupposto non trascurabile per lo sviluppo sano di un giovane.

Se siete interessati allo sviluppo delle strategie cognitive potete contattarmi qui

Ciao

Roberta

Il regalo migliore per un figlio

Pagellini primo quadrimestre : 1^ Round

genitori e figli: istruzioni per l'uso

genitori e figli: istruzioni per l’uso

Questo è il periodo dei pagellini del primo quadrimestre e spesso, in questo periodo, vengo contattata da genitori preoccupati ed ansiosi per il rendimento scolastico dei figli . Il disagio più grande che mi sento raccontare dai genitori è quello che, vedendo i scarsi risultati dei loro figli, ritengono non siano riusciti a trasmettere adeguatamente l’importanza del valore  “CULTURA” .  

A mio parere, questo è uno dei più grossi fraintesi nelle relazioni, responsabile di litigate estenuanti tra genitori e figli: gli uni a causa del senso di inadeguatezza che nasce dal “giudicarsi” dalle performance dei propri figli, gli altri dal senso di incomprensione da parte degli adulti di quelle che sono le proprie aspirazioni e passioni. 

Le presupposizioni alla base dei confronti tra genitori e figli su questo argomento, spostano l’attenzione da qualcosa – apparentemente – poco importante come fosse già dato per scontato, chiedendo una decisione su altri elementi – apparentemente – importanti; quindi nella maggior parte dei casi le presupposizioni sono incomplete o, nei casi peggiori, ERRATE.

“Senza un titolo di studio, non vai da nessuna parte!” Quale titolo? Andare dove? Sei certo dove vuole andare e perché? Siamo certi che con quel titolo troverà lavoro? 

“Tu non mi capisci e non ti interessa come sono fatto veramente!” Cosa c’è che non ha capito? C’era qualcosa in più da capire oltre a quello che comunichi? Da quali comportamenti deduci che non capisce e non gli interessa? Sei certo che è così? Se non sei capito dagli adulti, tu ti conosci veramente? Ma soprattutto: COSA VUOI? 

Uno dei primi benefici che ottengo degli studenti attraverso l’attività di Mentoring è proprio l’acquisizione di quelle abilità linguistiche che consentono loro una maggiore chiarezza comunicativa con gli adulti (Genitori/Insegnanti) , “riposizionando” i giovani nei confronti dello studio per cui la cultura diventa un mezzo e non uno scopo . 

La scuola, le lezioni, lo studio rappresentano quindi un investimento a lungo termine, lo SCOPO è vivere una vita professionale e personale che li rappresenti veramente in modo da renderli pienamente FELICI,  e questo diventa lo scopo COMUNE che unisce genitori e figli. 

Per riposizionare i giovani nei confronti dello studio in modo da renderli più consapevoli e partecipativi, chiedo sempre quali sono gli ambiti, anche occasionali, dove hanno raggiunto i risultati che desiderano e da questa posizione di pienezza e completezza li “accompagno” attraverso gli altri ambiti della loro vita . 

Cosa Succede? 

Si impara a comunicare ed interagire con gli altri efficacemente in modo da avere chiaro COSA SI VUOLE ed il percorso per raggiungerlo.

Tutto questo avviene in modo assolutamente naturale utilizzando aspetti somatici e linguistici di un modello di coaching che sto studiando e svilluppando appositamente per gli adolescenti, denominato ReSonance.

A prestissimo

Roberta 😉

Mentoring Day for Young

qual è il tuo mestiere?

qual è il tuo mestiere?

Una delle attività che più amo e per cui molti studenti si rivolgono a me è fornire delle strategie per ottenere delle abilità specifiche; a volte sono studenti di liceo che giunti a metà del loro ciclo di studio vogliono aumentare la capacità di apprendimento, a volte sono studenti universitari che si rendono conto di attraversare un momento di trasformazione, vogliono capire ad esempio se continuare a seguire quel percorso di studio o entrare direttamente nel mondo del lavoro e quindi non sanno come affrontare questo momento e soprattutto come imparare a prendere velocemente delle decisioni, oppure comunicare meglio o trovare un certo equilibrio tra vita privata ed aspirazione professionale.

Di volta in volta effettuo un tipo di intervento diverso a seconda delle esigenze delle persone: a volte mi capita di lavorare con giovani studenti che hanno intrapreso un determinato percorso lavorativo o di studio perché nella loro famiglia vi era già qualcuno che aveva intrapreso lo stesso percorso e quindi loro sin da piccoli si erano abituati a vedere come si comportavo i loro familiari in quel particolare ambito lavorativo. Respirando quell’aria sin da piccoli hanno carpito anche i segreti del modo di lavorare delle persone che hanno visto; poi però accade qualcosa per cui pur trovandosi ad effettuare lo stesso lavoro o studio che pensavano di conoscere bene, visto che ci erano “cresciuti dentro”, devono affrontare delle situazioni molto diverse rispetto a quelle che hanno dovuto affrontare i loro genitori o parenti, e così si trovano in qualche modo ad adattare quello che hanno imparato sino a quel giorno ad un mondo cambiato o comunque molto diverso. In altre situazioni mi trovo con giovani studenti che invece hanno deciso di intraprendere una carriera o un percorso di studio totalmente diverso da quello intrapreso dai loro familiari, magari discostandosi da quelle che sono state le loro tradizioni familiari, non poche volte anche sfidando delle regole familiari.

In entrambe i casi quando i giovani si rivolgono a me per migliorare le loro prestazioni nello studio o all’interno della loro attività lavorativa, la prima cosa che chiedo loro è quale è stata quella cosa per cui hanno iniziato quel particolare studio od attività oppure di descrivermi il momento esatto e le sensazioni o emozioni che provavano quando hanno fatto quel tipo di scelta. Il primo consiglio che cerco di dare sempre è proprio quello di linkarsi nuovamente con quel tipo di passione che ha generato l’entusiasmo originario, quello che avevano quando hanno iniziato a studiare proprio quella cosa lì ;-)

Solitamente è qualcosa che quando hanno iniziato a farla, ha portato loro un immediato successo, una cosa per cui, anche con poca fatica li faceva rendere al meglio all’interno di un determinato ambito, qualcosa per cui le persone che li circondavano, familiari e non, trovavano in loro e non non in altre persone che magari facevano la stessa cosa.

Nella maggior parte dei casi infatti quello che accade è che quella particolare UNICITA’ di cui tutti siamo dotati con l’andar del tempo si affievolisce . Lo scopo principale dell’attività di Mentoring diventa quindi quello di insegnare a riconoscere il proprio talento unico, successivamente coltivarlo ed accrescerlo ed infine farlo emergere nell’ambito dello studio o del lavoro. Esiste una strategia efficace per farlo e se vuoi posso insegnartelo nel corso del Mentoring Day for Young riservato ad un gruppo ristretto di giovani . Se ti interessa quindi conoscere la “tecnologia” più evoluta e veloce che conosco, ti consiglio di prenotarti subito attraverso questo link.

Mentoring Day for Young

Ti aspetto a presto

Cosa è che ci spinge a fare quello che facciamo?

keep-calm-and-have-fun

Oggi cercheremo di dare una risposta a queste domande.

Cosa è che ci spinge a fare quello che facciamo? Cosa ci fa alzare la mattina e ci fa iniziare a fare delle cose?

Cosa ti aspetti di raggiungere e perché ha così ha così tanto significato per te?

Sulla motivazione ho un idea molto meno di tendenza, anzi al riguardo sono molto pragmatica; nel senso che non ritengo ci sia nessuno che possa riuscire a condizionarti in modo veramente duraturo o motivarti a fare qualcosa che non ti piace veramente; credo invece che tutto questo debba passare attraverso le nostre emozioni cioè ogni obbiettivo deve essere raggiunto attraverso una serie di azioni (adeguate), che coinvolgono necessariamente le nostre vere passioni ed attitudini. Cioè attraverso quelle cose che riattivano la nostra energia personale.

Molte persone sono convinte che ciò che fanno li rappresenti completamente e che possono mantenere sempre un controllo totale  sulle loro azioni, in realtà quello che succede è che, nella maggior parte dei casi,  sono portati a pensare ed agire partendo da elementi che sono in gran parte sconosciuti ed inconsci, e sono gli stessi che ci allontanano dagli obbiettivi che in realtà vorremmo raggiungere .

Probabilmente qualcosa del genere l’avete sperimentato quando avete deciso di fare una dieta e comunque mangiate quelle cose che sapete che vi fanno male, quando vi proponete di finire un lavoro entro una determinata scadenza ed invece impiegate il doppio del tempo, cose che succedono a tutti insomma.

Questo accade perché le azioni non erano allineate con le promesse che vi eravate fatte, e questo a causa del modo in cui abbiamo “allenato” la nostra mente. Il modo come funziona la nostra mente è esattamente il risultato del condizionamento avuto ed a volte questo condizionamento ci porta a compiere delle azioni che ci avvicinano verso i nostri obbiettivi altre volte ci allontanano decisamente. :-/

Molto spesso quello che accade è di auto sabotarsi! 😦

Osservando le azioni di persone che hanno raggiunto risultati eccezionali in qualsiasi campo: nel lavoro, nello studio, nello sport nelle relazioni ho scoperto che avevano acquisito l’abilità di cominciare a capire come utilizzare in maniera molto sottile quello stesso meccanismo di auto “sabotaggio” e di rivoltarlo trasformarlo in ciò che poi l’ hanno portati  verso il raggiungimento dei propri obbiettivi, l’abilità cioè di utilizzare al contrario gli stessi processi che fanno sabotare per  raggiungere gli obbiettivi che si desiderano questo è il nucleo centrale della mia attività di Mentoring.

Uno dei campi dove ho applicato personalmente questa abilità è stata la conoscenza della lingua inglese, praticamente in poco tempo sono riuscita a migliorare notevolmente il mio livello di conoscenza della lingua senza studiare…se vuoi sapere come, contattami e ti suggerirò tante dritte ;-).

A presto

Andreste all’estero a dirigere una fabbrica che fa lavorare i bambini?

sai entrare in un altra cultura?

Lavorando con i giovani molto spesso mi capita di sentire che hanno intenzione di iniziare una carriera lavorativa all’estero; solitamente si scoraggiano pensando alle mole di conoscenza e di abilità  che pensano di dover avere prima di svolgere con successo una professione in un ambiente culturale diverso.

Ecco quindi le strategie  che personalmente ho trovato più utili 😉

Primo fra tutti esaminare la propria  MOTIVAZIONE : una sana curiosità è essenziale se si ha voglia di integrarsi con quella specifica cultura . E’ necessario essere davvero curiosi di imparare tutto circa le persone con la quale andremo ad interagire: abitudini alimentari, modi di dire, modo di relazionarsi. Se non si ha questo tipo di curiosità, risulta davvero difficile poter interagire con chiunque soprattutto nel proprio posto di lavoro. 

Secondo, imparare a “DECENTRARSI” : avere cioè la volontà di interpretare le cose vedendole secondo un altro punto di vista. Sapersi mettere nelle scarpe dell’altro e vedere le cose secondo la loro prospettiva,  la considero una abilità fondamentale . Se ad esempio una persona sposta lo sguardo mentre state parlando non date per scontato che sia una persona scortese. In alcune culture asiatiche come ad esempio la Tailandia , guardare qualcuno negli occhi denota invece una forma estrema di insubordinazione o provocazione, quindi distolgono lo sguardo per educazione. Lo stesso dicasi se qualcuno entra nel vostro ufficio ed immediatamente si siede senza chiedervelo, in alcune culture orientali risulta sgarbato rimanere fisicamente alla stessa altezza del proprio superiore! Pertanto sedersi immediatamente deve essere interpretato come un atto di deferenza. DECENTRARSI include anche chiudere il proprio manuale delle buone maniere accettando che le persone che ci circondano hanno davvero un altro manuale! 🙂

Un’altra abilità fondamentale per essere un vero “cittadino del mondo” è conoscersi a fondo, CONOSCERE I NOSTRI PUNTI DI FORZA E LE NOSTRE DEBOLEZZE e riflettere su come possano essere interpretate da un’altra cultura . In passato spesso avevo la necessità di comunicare via Skype con alcuni colleghi dell’area arabica, Kuwait ed Arabia Saudita, spesso ricevevo delle lamentale circa il mio inglese . A dire la verità il mio inglese era ottimo quello che sbagliavo era il mio tono, spesso stridente ed autoritario, agli occhi dei miei interlocutori uomini, di quella cultura,  risultava offensivo. Esercitandomi ad usare un tono molto più simile a a quello utilizzato dalle donne arabe ho migliorato considerevolmente la mia comunicazione.

Il punto è che è necessario “modularsi” senza trasformare totalmente la nostra condotta, altrimenti rischieremmo di diventare delle persone false e quindi difficilmente riusciremmo a mantenere sempre tale maschera.

 RIMANERE FEDELI AI NOSTRI VALORI è estremamente importante soprattutto quando si ha a che fare con situazioni di responsabilità sociale. Immaginate ad esempio vi venga chiesto di dirigere uno stabilimento in una qualsiasi parte del mondo dove sono impiegati regolarmente bambini nelle fabbriche. Sareste in grado di farlo sapendo che molte famiglie fanno affidamento proprio su questo reddito? O preferireste aderire al principio per cui i bambini non dovrebbero lavorare ma andare a scuola che rispecchia il nostro paradigma culturale?

Questo tipo di dilemma culturale può diventare davvero difficoltoso da gestire e lo si può fare unicamente se si è in grado di conoscere quali sono i nostri valori di riferimento e fino a che punto siamo elastici su questi.

Questo ragionamento porta verso quella che è l’abilità principale, e cioè un altissimo livello di INTELLIGENZA EMOTIVA. Questa consiste nella capacità di andare avanti anche quando le cose non sembrano andare per il verso giusto. Delusioni e fallimenti sono inevitabili e fanno parte del processo di apprendimento . Uscire dalla propria zona di confort non è sempre facile ma saper accettare nuove sfide e perseverare attraverso le difficoltà è l’unico modo per uscirne definitivamente, consentendo anche di rafforzare la propria personalità e performare molto bene anche in ambienti culturali molto diversi.

A presto

Roby 

Source : Speak Up – Culture beyond language

Follow your bliss

Molti studenti universitari, giovani in cerca di un nuovo lavoro, impiegati che desiderano fare carriera nell’ambito delle aziende di cui fanno parte  mi contattano per chiedere qualche consiglio sulle strategie migliori per prepararsi ad hoc ed uscirne quindi vincenti. 

Follow your blissJoseph Campbell, a mio parere il più importante esperto di mitologia dell’uomo, era solito rispondere ai suoi studenti che gli chiedevano come raggiungere il loro successo “Follow your bliss” (segui la tua beatitudine) . E’ proprio questo il punto di partenza efficace per raggiungere qualunque obbiettivo e per mettere le mani sul proprio futuro. E’ quasi impossibile superare un esame che non ti piace, o risultare simpatico al capo ufficio di una azienda di cui non condividi la mission.

Qualche tempo fa ho avuto l’opportunità di incontrare presso l’Università di Tor Vergata alcune persone che lavorano per Amazon.com di Seattle, mi hanno raccontato una cosa abbastanza curiosa, almeno per noi italiani, ogni dipendente riceve al loro arrivo : una “scrivania-porta”. Proprio così, una porta che serve letteralmente come una scrivania su questa “scrivania” il fondatore, Jeff Bezos, ha pensato bene di scrivere i valori ai quali si ispira la società e sulla base del quale vengono gestiti gli impiegati
“GIORNO 1 :Ci sono così ancora tante cose che devono essere inventate. C’è ancora tanto  di nuovo che sta per accadere.
La gente non ha idea di quale impatto Internet stia per provocare e questo è ancora ancora il  1 ° giorno in grande stile” Jeff Bezos.
Amazon pertanto dopo aver annunciato quale sia la sua politica per il successo, assume solo coloro che hanno il talento di adattarsi meglio a questa cultura organizzativa . 

E’ come se punto di partenza (colloqui di lavoro) e punto di arrivo (assunzione) siano legati da un filo e cioè chi sei, le tue passioni ed i valori ai quali ti ispiri,   quindi …scegli bene il punto dove partire  🙂 .

Per i  primi giorni di settembre  ho intenzione quindi di effettuare una sessione di mentoring con un gruppo ristretto di giovani intenzionati a conoscere se hanno scelto il punto giusto dove partire, se hai intenzione di prenotarti pui farlo QUI .

Ti saluto a presto

Roby

Per farti assumere, conta fino a 10!

colloquio-di-lavoroQuello che ti consiglio è di contare fino a 10. Infatti grazie al mio lavoro di investigatore ho imparato a “leggere” le persone: in dieci secondi so già più o meno se sono seri e ingessati, o tranquilli e sorridenti. E ti assicuro non è un’abilità difficile da sviluppare, quindi ti consiglio di allenarti a farlo da subito: quando parli con qualcuno per la prima volta, cerca di capire entro i primi dieci secondi come sono (come dice una famosa ricerca denominata Thin Slices).

Le persone vanno d’accordo con le persone simili a loro, (questo se non l’hai capito è una super dritta 😉 ) un datore assume quelli con cui pensa di andare d’accordo. Se tu ti adatti al carattere del capo, le possibilità di ottenere un lavoro aumentano considerevolmente. La cosa più importante da tenere a mente è l’ottimismo (ricorda la regola aurea): vai con un sorriso, carico e sicuro delle tue possibilità. Sii convinto(esercizio Bolt) che il tuo futuro sarà straordinario. Ricorda che il colloquio non è un interrogatorio, non è una guerra, non è una lotta per la supremazia. È un incontro per raggiungere un accordo che dia benefici a entrambi: tu vuoi i soldi, il tuo datore vuole affidarti dei compiti che da solo non può svolgere. È uno scambio equo, un accordo pacifico. Se prendi il colloquio in maniera amichevole, il tuo linguaggio non verbale si adatterà alle tue convinzioni e sarai più aperto e disponibile, due qualità che un dirigente apprezza.

Altra dritta 😉 … OSSERVA ATTENTAMENTE L’UFFICIO DEL GRANDE CAPO OSSERVA L’ORDINE: se l’ufficio è perfetto il capo cercherà una persona ordinata, mostra quelle qualità. Se le penne sono sparse per la scrivania, gli aspetti da sottolineare saranno dinamicità e autonomia.

Inoltre non dimenticare … OSSERVA LA SCRIVANIA: dall’ambiente puoi capire molto. Se ci sono oggetti personali, foto della famiglia e racchette da tennis appese alle pareti, sai già che puoi partire con un approccio informale ma educato.

Ad ogni modo, apri con una battuta simpatica: devi capire fin da subito se chi hai di fronte ha voglia di scherzare oppure no. Sii originale e divertente, non recitare un copione. A seconda della reazione, saprai il tono che dovrai mantenere per il colloquio: se il datore sorride, punta sulla simpatia. Se ti guarda male mantieni il sorriso ed evita altre uscite del genere. Essere simpatico con la persona giusta ti garantirà un lavoro, se non fai errori grossolani.

Durante il colloquio orale  devi confermare la stessa linea espressa nel tuo CV: non usare tre parole per dire quello che puoi sintetizzare in una. Non evitare le domande, rispondi a tutto in maniera chiara e semplice. Se cerchi di nascondere qualcosa, lo darai a vedere. Soprattutto per esperti in selezione del personale( e quindi molto allenati a riconoscere i Segnali Non Verbali)  non si è mai sufficientemente bravi a mentire. Anche se le domande che ti vengono poste non sono sempre a te gradevoli, rispondi con sincerità.

ATTENZIONE:Se hai avuto problemi con il capo precedente ti prego non insultarlo o non parlarne MALE! Altrimenti la persona che ti sta ascoltando penserà che sei un gran rompiscatole e piantagrane e che se un giorno te ne andrai parlerai male di LUI. Quindi, con un tono pacato e privo di rancore, ti suggerisco di usare frasi del tipo : “Purtroppo i nostri punti di vista erano divergenti e non siamo riusciti a risolvere i problemi che ne derivavano, quindi abbiamo deciso di porre fine al contratto” … suona assolutamente molto meglio a chi ti ascolta! 

SII ONESTO: Non addolcire la pillola, non cercare scuse, non inventarti particolari inutili: “sì, due anni fa sono stato fermato perché cantavo di notte per strada dopo aver bevuto troppo.” Puro e semplice.

NON STARE SULLA DIFENSIVA, MAI. SEI LÌ PER PARLARE, E QUINDI PARLA 🙂  NON SPRECARE PAROLE, MA NON SPRECARE NEMMENO OPPORTUNITÀ PER METTERTI IN LUCE.

Se desideri prenotare una sessione di Mentoring prima di un colloquio di lavoro a cui tieni, puoi prenotare una sessione di Mentoring privato, da fare anche attraverso Skype, contatta la mia mail rtarsitano@gmail.com

Ti saluto ed in bocca al lupo per il tuo lavoro!

Roby

P.S. Leggi sotto i preziosi consigli dati da un Manager Vodafone!

Find Your Tribe

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“Per molte persone, una componente primaria per entrare nel proprio ELEMENTO (inteso come luogo ideale per la realizzazione delle proprie passioni) è la connessione con altre persone che condividono la loro stessa  passione e il desiderio di dare il meglio di loro stessi attraverso di essa.” 

Qundi metteti in contatto con le persone che condividono i tui stessi interessi e con le quali un giorno potresti costruire il tuo SUCCESSO attraverso questo link    Find Your Tribe.

Promosso o Bocciato ? … decidi TU

studentsSolo questa ultima settimana 1012 download gratuiti delle risorse presenti nella mia pagina del blog.
Ciò significa che tutte queste persone hanno compreso pienamente il mio obbiettivo: dare suggerimenti per studiare efficacemente in poco tempo, così da poter prendere bei voti a scuola e stare con gli amici per più tempo di quello che si ammazza di studio con pochi risultati.
Questi 1012 click mi fanno pensare che questi studenti hanno capito che la quantità nello studio non basta ma è la QUALITA’ l’unica cosa che differenzia un SECCHIONE da un BOCCIATO e questo perché i SECCHIONI hanno intuito (o semplicemente hanno copiato 😉 ) le tecniche giuste per studiare efficacemente in 1 ora quello che per molti comporta 3 ore di studio per ottenere una sufficienza striminzita.
Quindi per essere Bravi @ Scuola! NON bisogna essere predisposti e nemmeno dei geni e questo non lo dico solo per la mia esperienza personale, ma gli oltre 300 studenti di successo che ho interpellato in questi 3 anni per farmi dare delle dritte!
Se vuoi prendere dei bei voti devi SOLO studiare bene! E questo perché, voglio rivelarti un segreto, il principio :”PIU’ FATICA = PIU’ RISULTATI” è una credenza davvero FALSA ed in questo articolo spiego perché . E lo spiega anche il pedagogista anglosassone Ken Robinson, che ha gettato le linee guida per la riforma della scuola britannica, nel suo libro “THE ELEMENT”.
Inoltre sono qui anche perché, se ancora non ce l’hai, ti darò una mano a costruire i PILASTRI del tuo personale METODO DI STUDIO e quindi ad avere l’atteggiamento giusto per essere uno studente di SUCCESSO.
A proposito, cosa significa per TE essere uno studente di successo? Prima di rispondere voglio dirti il CONTRARIO di quello che molte persone ti hanno portato a pensare e cioé che: a scuola ci si diverte, all’università ci si diverte ancora di PIU’. Avrai un sacco di tempo libero che potrai usare per passare gli anni migliori della tua vita. Certo c’è un piccolo problema: dovrai superare verifiche ed esami.
Quindi?
Per me essere uno studente di Successo significa riuscire ad avere il tempo per stare con i TUOI amici e coltivare i Tuoi interessi ed andare bene a scuola!
Quello che faccio con il Blog Bravi @ Scuola! e con la mia attività di Mentoring consiste quindi non “solo” nel farti conoscere tutti i trucchi per studiare meglio (e già questo è difficile da trovare), ma anche portarti ad acquisire la mentalità con la quale affrontare lo studio .
L’APPRENDIMENTO GENERATIVO è un processo di sviluppo personale che ho modulato appositamente per gli studenti che vogliono ottenere questo tipo di risultati e che risulta essere particolarmente efficace perché parte da una prospettiva diversa dai tradizionali sistemi di sviluppo/coaching, si articola in 3 fasi principali attraverso il quale:
1. Ti insegnerò a “riconoscere” i tuoi TALENTI attraverso il Metodo “ReSonance”;
2. Ti insegnerò a coltivarli ed accrescerli attraverso le metodologie tecnologicamente più avanzate che conosco e strumenti di e-learning;
3. Ti insegnerò come far emergere i tuoi TALENTI nell’ambito dello studio e successivamente nel mondo del lavoro.

A presto e … stay Tuned!
Roby

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