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Sorpresa, interesse e … confusione sono un buon punto di partenza

Le nostre emozioniUna delle esperienze più stimolanti della stagione cinematografica per me e  la mia famiglia è stato sicuramente assistere alla visione del film della Pixar “Inside Out”. Questo film di animazione prende il pubblico e lo accompagna all’interno della mente di una bambina di 11 anni, Riley dove in primo piano nella storia  ci sono cinque personaggi che incarnano la vita emotiva di Riley: Gioia, tristezza, rabbia, paura, e Disgusto. Basandosi su decenni di ricerca scientifica, il film ci racconterà come le emozioni influenzano la memoria, il comportamento, e il senso di auto-identità.

Poiché l’inizio del nuovo anno scolastico è prossimo mi viene da chiedermi:cosa sarebbe successo se i creatori di “Inside Out” avessero scelto di seguire Riley anche durante la sua vita quotidiana come studente. Poco si sa circa la vita interiore degli studenti che si impegnano quotidianamente nello studio. Che cosa accade negli studenti non appena si siedono in classe? Quando leggono? Quando non capiscono? Come fanno i compiti a casa? E durante un compito difficile come si sentono? Quando ottengono un brutto voto? (purtroppo una emozione che abbiamo provato tutti).

Diversi studenti probabilmente hanno diverse reazioni emotive a queste attività, ma ci possono essere delle “tendenze” che possono dirci molte cose. Capire i sentimenti di ogni studente-individuo può indicarci la direzione di ciò che li può aiutare lungo il loro percorso scolastico e non solo.

Una delle lezioni di “Inside Out” è che le circostanze possono essere modificate per evocare emozioni diverse e quindi anche i loro effetti. E dunque quali emozioni sarebbero più utili per incoraggiare l’apprendimento, la curiosità, l’esplorazione, per gli studenti del prossimo anno scolastico? Al riguardo un ricercatore americano, Prof. Paolo Silvia ci suggerisce che esistono solo quattro grandi “emozioni” che stimolano la  “conoscenza” : la sorpresa, l’interesse, la confusione e trepidazione.

Anche se differiscono in qualche modo, sorpresa, interesse e la confusione sono simili in quanto in genere sono evocati da qualcosa di nuovo. Queste emozioni spesso funzionano perchè “catturano” l’attenzione degli individui, una condizione necessaria affinché si realizzi il vero apprendimento. Soprattutto nel caso di una situazione altamente spettacolare, quella ad esempio provata dai bambini di fronte ad un Tyrannosaurus Rex!, si possono avere ottimi effetti proprio sulla memoria a lungo termine

Naturalmente, ciò che in particolare si può fare da educatori per evocare queste emozioni conoscenza dipenderà da tutta una serie di fattori, tra cui l’età, capacità e il contesto dove si trovano gli studenti. Tuttavia, concentrandosi sulle emozioni che più stimolano gli studenti si possono aiutare notevolmente a sviluppare quell’apprendimento generativo nella quale troveranno gli strumenti per realizzare i loro sogni .

Ci sono molti Rileys nella nostra vita di tutti giorni e le emozioni che proveranno durante il loro percorso scolastico influenzeranno non poco le loro scelte future qualsiasi esse siano, che avranno conseguenze sull’intera società  che si arricchirà . Riflettendo … lavorare sulle modalità per stimolare sorpresa, l’interesse e…confusione  sarebbe davvero un buon punto di partenza.

Buon Anno scolastico di belle emozioni

Le 5 dritte per salvare l’anno scolastico

 

Non Mollare!

Non Mollare!

Ormai manca poco più di un mese alla fine della scuola e le vacanze sono praticamente dietro l’angolo. Ma come loro, ad aspettarci ci sono anche le tanto temute pagelle, le paure dei debiti e, purtroppo per alcuni, anche delle bocciature. Questo è proprio il periodo in cui gli studenti si giocano il tutto per tutto, provando a recuperare l’irrecuperabile.

Ecco quindi 5 semplici ma fondamentali consigli da seguire se volete davvero salvare il vostro anno scolastico e passare le vacanze estive liberi, senza il pensiero di dover studiare per recuperare i debiti.

Allora ragazzi dovete armarvi di tanta buona volontà … pronti ?….via:

1° – PRENDETE CONSAPEVOLEZZA DELLE MATERIE A “RISCHIO”: prendete un foglio e fate un elenco di tutte le materie, prendete nota (se non l’avete già fatto) di tutti i voti del 2^ quadrimestre ed individuate ed osservate con attenzione tutte le materie nelle quali non avete sufficienze ed EVIDENZIATELE. La consapevolezza NON GIUDICA è solo un atto necessario per intraprendere il cammino verso il successo.

2° – CREATE UNA PRIORITÀ DI RECUPERO DELLE MATERIE A RISCHIO E …SIATE SPIETATI! Significa che alcune materie richiedono maggior tempo per essere recuperate ed approfondite, come quelle che richiedono anche un esercizio scritto (matematica, lingue straniere, materie tecniche), mentre altre richiedono solo uno sforzo mnemonico,( letteratura, storia e geografia) per cui nella priorità tenete conto anche dei tempi di recupero.

3° – CONCORDATE UN PIANO DI RECUPERO CON L’INSEGNANTE ! Parlate, Parlate, Parlate con i vostri docenti, fate capire che siete molto dispiaciuti dei risultati e che avete tutte le intenzioni di recuperare il tempo perso; chiedete direttamente agli insegnanti qualche strategia per superare la momentanea difficoltà e offritevi volontari alle interrogazioni appena vi sentite preparati; non esitate a chiedere quello che non avete capito anche se siete alla fine dell’anno!

4° – PAROLA D’ORDINE: CONCENTRAZIONE – Ovviamente, è importante ricordarvi che, se decidete di rinunciare a qualcosa per restare chiusi in casa a studiare, la concentrazione gioca un ruolo fondamentale: infatti, sarà perfettamente inutile passare un pomeriggio sui libri con la testa da tutt’altra parte. Quindi LIMITA FACEBOOK ! Dove per limitare intendo limitare, non eliminare. Io Facebook ce l’ho, c’è anche la mia pagina Sociale Roberta Tarsitano Advising ma vivevo bene anche prima 😉 Lo uso perché è comodo per restare in contatto con i miei amici e con le persone interessate al mio lavoro;  ma per molti diventa il peggior spreco di tempo e il nemico numero uno se devi trovare la concentrazione per studiare. Quando ti dici che “devi” stare su Facebook almeno due ore al giorno, pensa che prima del 2010 non ne sentivi il bisogno: cosa è cambiato? L’ossessione di condividere tutto con dei contatti ai quali, per la maggior parte, di te non gliene frega niente, è una moda recente e creata dall’amico Zuckerberg. Non ne hai bisogno, se te la senti, puoi provare a decidere di utilizzarlo solo per un ora max al giorno e  ti accorgerai che è una distrazione inutile.

5° – NON MOLLATE PERCHÉ’ IL GIOCO SARA’ VALSO LA CANDELA – E’ di qualche giorno fa la notizia della bella Miss Italia, Stefania Bivone, che per 45 giorni cederà il suo scettro alla seconda classificata, Mayra Pietrocola, per potersi dedicare pienamente all’esame di maturità. Non si era mai verificato prima, nella storia di Miss Italia, che una reginetta mettesse al primo posto lo studio lasciando da parte il suo titolo e la sua è stata davvero una bella rinuncia.

Ovviamente, come tutti sappiamo, non è né la prima né sarà l’ultima studentessa che, per lo studio, rinuncia a qualcosa di importante. Infatti, quante volte non siete andati a fare quegli allenamenti decisivi per la vostra partita, a provare la coreografia per il saggio di danza o usciti con quel ragazzo o con quella ragazza che tanto vi piaceva, per restare chiusi in casa sui libri? Certo, il gioco sarà valso davvero la candela nel momento in cui tutte quelle rinunce vi hanno fatto passare un’estate lontani dal pensiero dei debiti o vi hanno addirittura salvato dalla bocciatura.

Vi saluto e buon successo!

Insegnate Team Working a scuola!

"Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l'intelligenza che si vincono i campionati" Michael Jordan

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati” Michael Jordan

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Scuola : Emozioni Insostenibili?

professoriSento spesso parlare del concetto di sostenibilità, o meglio dell’importanza di educare allo sviluppo sostenibile cioè promuovere quei comportamenti che creano un equilibrio tra uomo ed ambiente naturale, tra bisogni e risorse, ma anche come riflesso ed attenzione alla qualità delle relazioni umane. In questo ambito infatti negli ultimi anni, le trasformazioni nella società, nelle menti delle persone e nella stessa legislazione scolastica, hanno prodotto dei mutamenti significativi. E questi cambiamenti hanno avuto effetti rilevanti sulle relazioni sociali delle persone che in essa abitano, lavorano, e sulle loro emozioni, cioè in sostanza sulla qualità della loro vita.

In questo caso si può parlare quindi di SOSTENIBILTA’ EMOTIVA che nasce dall’esigenza di rispondere a queste domande:quali emozioni provano gli studenti verso i compagni, gli insegnanti, e le materie che studiano? Quali emozioni provano gli insegnanti verso gli studenti, verso le materie che insegnano, verso i colleghi, il dirigente, i collaboratori? Le emozioni negative e positive degli studenti, verso l’insegnante e verso la materia, hanno effetti sul loro apprendimento, e di che tipo? Quali sono, nella loro mente e nel loro cuore, i rapporti fra emozione, motivazione e apprendimento? E le emozioni di un insegnante verso un dirigente troppo autoritario hanno una ricaduta sul suo lavoro in classe e sull’apprendimento dei ragazzi?

Nel corso della mia esperienza di “promotore” di progetti di ampliamento della formazione scolastica sia per docenti sia per studenti, devo constatare che queste domande mi vengono poste quasi esclusivamente dai ragazzi o dai loro genitori e sempre meno dai docenti o dirigenti scolastici sempre più “irretiti” da programmi rigidissimi.

Parte della degenerazione nei rapporti nella scuola, dipende da insufficiente o imperfetta autonomia delle persone: quanto più un lavoratore è davvero competente nelle mansioni che deve svolgere, tanto meno si troverà a dipendere, e quindi a scendere a patti, con altri lavoratori. Nella misura in cui la dipendenza ti pone in debito con l’altro, sei indotto a fargli concessioni anche illecite. E’ nelle maglie dell’incapacità che s’insinua l’ingiustizia. E’ per questo, ad esempio, che il docente con ambizioni di ascesa nella gerarchia “fiuta” il dirigente debole o insicuro e gli offre i suoi servigi: si comincia con i favori, i sorrisi e l’adulazione, si finisce col diventare un vicario che ha potere di “vita e di morte” sui colleghi.

Ma se nella scuola ogni lavoratore entrasse con un bagaglio effettivo e indiscusso, delle competenze, caratteristiche e capacità anche più esteso di quelle richieste, non vi sarebbero insicurezze e conseguenti dipendenze.

Nelle scuole in cui il personale docente è molto preparato e competente unitamente al dirigente, quest’ultimo è al di sopra delle parti e la soddisfazione dei lavoratori è alta, e alta è l’efficienza della scuola e quindi degli studenti.

Ciao

Roby

Pagellini primo quadrimestre : 1^ Round

genitori e figli: istruzioni per l'uso

genitori e figli: istruzioni per l’uso

Questo è il periodo dei pagellini del primo quadrimestre e spesso, in questo periodo, vengo contattata da genitori preoccupati ed ansiosi per il rendimento scolastico dei figli . Il disagio più grande che mi sento raccontare dai genitori è quello che, vedendo i scarsi risultati dei loro figli, ritengono non siano riusciti a trasmettere adeguatamente l’importanza del valore  “CULTURA” .  

A mio parere, questo è uno dei più grossi fraintesi nelle relazioni, responsabile di litigate estenuanti tra genitori e figli: gli uni a causa del senso di inadeguatezza che nasce dal “giudicarsi” dalle performance dei propri figli, gli altri dal senso di incomprensione da parte degli adulti di quelle che sono le proprie aspirazioni e passioni. 

Le presupposizioni alla base dei confronti tra genitori e figli su questo argomento, spostano l’attenzione da qualcosa – apparentemente – poco importante come fosse già dato per scontato, chiedendo una decisione su altri elementi – apparentemente – importanti; quindi nella maggior parte dei casi le presupposizioni sono incomplete o, nei casi peggiori, ERRATE.

“Senza un titolo di studio, non vai da nessuna parte!” Quale titolo? Andare dove? Sei certo dove vuole andare e perché? Siamo certi che con quel titolo troverà lavoro? 

“Tu non mi capisci e non ti interessa come sono fatto veramente!” Cosa c’è che non ha capito? C’era qualcosa in più da capire oltre a quello che comunichi? Da quali comportamenti deduci che non capisce e non gli interessa? Sei certo che è così? Se non sei capito dagli adulti, tu ti conosci veramente? Ma soprattutto: COSA VUOI? 

Uno dei primi benefici che ottengo degli studenti attraverso l’attività di Mentoring è proprio l’acquisizione di quelle abilità linguistiche che consentono loro una maggiore chiarezza comunicativa con gli adulti (Genitori/Insegnanti) , “riposizionando” i giovani nei confronti dello studio per cui la cultura diventa un mezzo e non uno scopo . 

La scuola, le lezioni, lo studio rappresentano quindi un investimento a lungo termine, lo SCOPO è vivere una vita professionale e personale che li rappresenti veramente in modo da renderli pienamente FELICI,  e questo diventa lo scopo COMUNE che unisce genitori e figli. 

Per riposizionare i giovani nei confronti dello studio in modo da renderli più consapevoli e partecipativi, chiedo sempre quali sono gli ambiti, anche occasionali, dove hanno raggiunto i risultati che desiderano e da questa posizione di pienezza e completezza li “accompagno” attraverso gli altri ambiti della loro vita . 

Cosa Succede? 

Si impara a comunicare ed interagire con gli altri efficacemente in modo da avere chiaro COSA SI VUOLE ed il percorso per raggiungerlo.

Tutto questo avviene in modo assolutamente naturale utilizzando aspetti somatici e linguistici di un modello di coaching che sto studiando e svilluppando appositamente per gli adolescenti, denominato ReSonance.

A prestissimo

Roberta 😉

L’arte di dare un 10

Durante il corso NLP Practictioner della ReSonance Coaching School di Roma ho sentito una bella storia – spesso la racconto durante i corsi di formazione per docenti – che parla di una bambina durante una lezione di disegno. Aveva 6 anni, era seduta in fondo e disegnava. L’insegnante diceva che questa ragazzina di solito non stava attenta, ma in quella lezione invece sì. L’insegnante era affascinata, andò da lei e le chiese: “Che cosa stai disegnando?”. E la ragazzina rispose: “Sto disegnando Dio”. E l’insegnante disse: “Ma nessuno sa che aspetto abbia”. E la ragazzina: “Lo sapranno tra poco”.

Ed ora vi voglio far vedere questo divertente video tratto dal film Stick it 

Ciò che queste due cose hanno in comune è che i bambini si buttano. Se non sanno qualcosa, ci provano. Giusto? Non hanno paura di sbagliare. Ora, non voglio dire che sbagliare è uguale a essere creativi ma come afferma il pedagogista Ken Robinson sappiamo che: “se non sei preparato a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale”.

Quando diventiamo adulti la maggior parte di noi perde totalmente questa capacità,  come ha commentato una professionista della salute mentale in uno dei miei articoli: “abbiamo bisogno di recuperare l’errore, il tentativo, l’esperienza, e con essa la riparazione, l’autoefficacia, la tolleranza alla frustrazione”

chi merita uno zero spaccato?

chi merita uno zero spaccato?

Stigmatizzare gli errori, così come ha fatto la maestra sul compito di una bambina di 6 anni (foto), la quale solo per aver ritagliato con le forbici il foglio troppo vicino alle parole, ha meritato di prendersi uno zero spaccato, terrorizza al punto tale i bambini che, una volta divenuti adulti, Sono terrorizzati dall’idea di sbagliare! E questo purtroppo vale anche per come vengono gestite le aziende pubbliche e private . Dai nostri sistemi nazionali d’istruzione in poi quindi gli errori sono la cosa più grave che puoi fare. E il risultato è che stiamo educando le persone escludendole dalla loro capacità creativa. Picasso una volta disse che tutti i bambini nascono artisti. Il problema è rimanerlo anche da adulti.

Attraverso i progetti scolastici ho potuto ulteriormente  verificare questa tesi e cioè che nel corso della nostra vita si viene educati a prendere le distanze da quello che veramente ci rende speciali ed unici e cioè la nostra creatività che è il vero carburante delle nostre passioni e talenti.

Mi permetto quindi di suggerire ai docenti una strategia didattica già adottata in molti paesi: consiste nel consegnare agli studenti, già all’inizio dell’anno, la loro personale pagella con un bel 10 in tutte le materie, sollecitando gli studenti ad adottare una condotta che consenta di mantenere il voto ottenuto.

…e voi cosa ne pensate? Come vi sareste sentiti se il primo giorno di scuola vi avessero dato una pagella con tutti 10 invece di uno Zero Spaccato?

A presto

Roberta

 

 

 

Ripartire con il piede giusto dopo le vacanze

ripartire-dopo-vacanze-freelance

La figura centrale nell’ambito di quello che io ho definito Apprendimento Generativo è il MENTORE;  i libri di Ken Robinson sono densi di esempi al riguardo, a volte sono stati vicini di casa, altre volte insegnanti come nel caso del disegnatore e creatore dei Simpsons, raramente purtroppo lo sono i genitori. Queste persone ispirano e meravigliano mostrando le potenzialità umane, fanno aprire gli occhi persino spingendo a seguire il loro esempio, ma la cosa più importante che sono in grado di fare è quella di aiutare a condurre le persone verso il proprio ELEMENTO dove è possibile unire talento e passione. Come afferma lo stesso pedagogista:”I mentori giocano un ruolo senza pari nell’aiutare le persone a raggiungere il proprio Elemento. Può sembrare che io stia esagerando affermando che il solo modo per raggiungere l’Elemento implichi la guida di un mentore, ma è un’esagerazione relativa. Tutti incontriamo numerosi ostacoli e limitazioni nel nostro viaggio alla scoperta di chi siamo veramente. Senza una guida esperta che ci aiuti ad identificare le nostre passioni, che incoraggi i nostri interessi, che ci spiani il cammino e che ci spinga a sfruttare al massimo le nostre capacità il viaggio è notevolmente più difficile”.

Anche per Joseph Campbell, uno dei più importanti esperti di mitologia comparata, che arrivò a formulare il modello di sviluppo personale denominato il Viaggio dell’Eroe, uno dei ruoli fondamentali all’interno di tale modello è occupato da quello che lui stesso definisce come Magic Helper, letteralmente l’aiutante magico . “Durante il viaggio, l’eroe troverà davanti a se diversi ostacoli ed impedimenti ed è proprio durante queste sfide e questi periodi che i Magic Helper offrono il loro supporto all’eroe. A volte lo sostengono per qualche passo, altre volte per un tratto più lungo del suo viaggio”.

Il mentoring, naturalmente è un percorso a doppio senso. Per quanto sia importante avere un mentore nella propria vita è altrettanto importante per i mentori ricoprire questo ruolo. E’ persino possibile che scopriate che il vostro vero ELEMENTO sia essere mentori per altre persone, così come è successo a me.  🙂

Antony Robbins, formatore motivazionale Self-Help, è uno dei mentori e personal coach di maggior successo del mondo, anzi viene ritenuto colui che ha gettato le basi di questa professione che è in continua crescita per il ruolo sempre più profondo che possono ricoprire in molte vite anche perché sempre più persone stanno scoprendo che essere mentori, per loro, significa aver trovato il loro ELEMENTO.

Come MENTORE ho elaborato il progetto di Apprendimento Generativo dove ho deciso di utilizzare molte tecniche di PNL in funzione di uno degli scopi principali che si propongono la Pedagogia e  la Psicologia dello Sviluppo: studio dell’evoluzione e lo sviluppo del comportamento umano dalla nascita alla morte.

Attraverso questo blog  e le sessioni di Mentoring ho deciso di raccogliere la mia formazione personale in queste discipline. Questo perché spesso queste discipline si incontrano e trascendono nel loro scopo più alto e cioè educare il comportamento umano al miglioramento personale.

L’apprendimento che ti propongo, differisce da quello meramente informativo che mettiamo in atto fin dal primo giorno di scuola, che è costituito da una sorta di bombardamento di informazioni che restano nella nostra mente per un tempo limitato, l’Apprendimento Generativo è l’apprendimento che porta al cambiamento: è quello che sperimenterai durante le sessioni personalizzate  e poi mettendo in pratica gli esercizi e le tecniche che imparerai .

Se ti interessa “ripartire con il piede giusto”  contattami e prenota la sessione personalizzata di Mentoring scolastico o professionale o anche solo per sapere se il mio progetto può esserti utile.  😉

TI saluto

Roberta

Per le vacanze un pò di Spreeder

Super velociQuanto tempo passi a leggere ogni giorno? Mettendo insieme lettura al computer e su carta stampata, sono sicura che vi verrà fuori un bel malloppo di tempo. E ora poniti una seconda domanda: quanto tempo risparmieresti se potessi raddoppiare la velocità di lettura già da oggi?

La mia classe virtuale sa bene che avere una buona tecnica di lettura è alla base di un buon metodo di studio 😉  

Però con l’evoluzione della tecnologia anche la lettura si è evoluta: ormai si leggono sempre meno libri o documenti stampati, e ad essi si preferiscono le comode pagine di un sito internet o di un documento Word.

Fortunatamente esistono programmi appositamente studiati per aiutarci nel compito. Non devi nemmeno installare niente sul computer: tutto quello che devi fare è andare sul sito ufficiale Spreeder, inserire il testo e iniziare a leggere.

Per quanto sulla pagina sia presente una spiegazione dettagliata, chi non mastica l’inglese ( …cosa aspetti?)  potrebbe trovarsi in difficoltà. È davvero molto semplice comunque: prima di tutto, incolla il testo che vuoi leggere nel box di testo che trovate sulla pagina. A questo punto fai click su spreed! e infine sul tasto play. Per cambiare testo, utilizzate il tasto new sulla destra. Il tasto settings, invece, permette di regolare due importanti parametri: la velocità del testo (words per minute o WPM, parole per minuto) e il numero di parole per blocco di testo (chunk size).

L’applicazione non fa altro che prendere il testo inserito e spezzettarlo parola per parola, per poi mostrarle una alla volta alla velocità che hai scelto. Inizialmente, la velocità è impostata su 300 parole al minuto (una parola alla volta), una velocità abbastanza bassa che permette a tutti di comprendere il significato del testo: un risultato niente male, visto che in media la velocità di lettura tradizionale si attesta sulle 200 parole al minuto! Bene, dopo aver provato ad una velocità bassa, raddoppiala: 600 parole al minuto (visualizzando sempre una parola alla volta), il triplo della lettura normale. Con tutta probabilità non capirai niente: nessun problema, è normale. Adesso abbassate la velocità a 400: il tuo cervello ha appena cercato di capire 600 parole al minuto, quindi 400 gli sembrerà poco. E infatti sono sicuro che capirai tutto lo scritto: sono passati pochi minuti e riesci già a leggere a velocità doppia!

Continua questo procedimento: alza e abbassa la velocità, vai avanti a piccoli passi, fino a quando non raggiungerai una velocità ottimale.

A questo punto, puoi passare alla seconda opzione: le parole per minuto. Per quanto fin dalle elementari ti venga insegnato a leggere una parola alla volta, è stato scientificamente provato che il cervello è capace di comprendere una frase intera in una frazione di secondo, perché sprechare una potenza simile? Scegli di visualizzare due parole alla volta invece che una: in questo modo potrai aumentare ancora di più il numero di parole al minuto, perché il cervello ci mette più o meno lo stesso tempo a comprendere una o due parole. Con l’esercizio potrai poi passare a tre o quattro parole contemporaneamente, sta a te trovare il limite.

Buon divertimento e Buone Vacanze!

A cosa serve il Mentoring

casting          

Mentoring personalizzato:un programma di Mentoring individuale e finalizzato ad un preciso scopo  quali il superamento di un esame/colloquio di lavoro/performance artistica  o sportiva. Ci incontreremo due volte al mese faccia a faccia o, se non puoi raggiungermi, tramite telefono o Skype con un impegno minimo di due mesi.
Per accedere alle sessioni individuali di Mentoring è necessario che compili in ogni sua parte questo modulo.
Una volta che avrò ricevuto i tuoi dati ti contatterò personalmente per fissare il primo appuntamento telefonico o su Skype senza alcun obbligo da parte tua.
Sarò felice di rispondere a tutte le domande che vorrai farmi sulle sessioni che faremo insieme e se alla fine del colloquio preliminare deciderai di continuare a lavorare insieme, potremo stabilire le modalità pratiche e logisitiche (date ed orari).

Dal film notte prima degli esamiMentoring Scolastico: Attività di Counseling per le scuole. Sia attraverso collaborazioni continuative con le migliori scuole d’Eccellenza della regione Lazio che attraverso dei progetti scolastici  “ad hoc”,  propongo un percorso di formazione finalizzato ALL’ORIENTAMENTO SCOLASTICO INTELLIGENTE, che partendo dalla scoperta della loro identità, passioni e talenti, facilita la scelta CONSAPEVOLE degli indirizzi di studio delle scuole superiori e dei percorsi universitari o professionali.

I progetti sono assolutamente distinti sulla base delle necessità prospettate dal Preside o Rappresentati del Consiglio di Istituto ed hanno come start up un unico itinerario di ricerca di quelle che sono le esperienze che ciascun studente vuole vivere nel proseguimento della sua attività di studio nonché un’attività di “pulizia”  finalizzata ad interrompere tutta quella serie di COMPORTAMENTI che concorrono a CONFERMARE le sue CREDENZE NEGATIVE sullo studio e sul mondo del lavoro.

Nel corso dei tre incontri con gli studenti si attraversano 3 fasi:

  1. fase della conoscenza di se: interessi,passioni, attitudini e carattere attraverso il principio espresso da Campbell denominato “Follow your bliss”
  2. fase della conoscenza del mondo studentesco e del lavoro: distinzione e caratteristiche delle scuole superiori, corsi universitari e nuove professioni, mercato del lavoro etc
  3. fase della pianificazioni delle azioni: in accordo con i genitori/ambiente didattico, dove introduco la distinzione tra AZIONE e REAZIONE

In totale 3 incontri nell’arco dell’anno scolastico,di 3 ore ciascuno sono sufficenti per apportare un immediato miglioramento dei risultati sia nell’ambito didattico sia nello specifico ambito delle relazioni con i pari ed adulti.

nuvolaMentoring & Find Your Tribe: Mensilmente organizzo un programma di Mentoring per un piccolo gruppo di persone.Attreverso questi incontri mensili ti farò conoscere L’APPRENDIMENTO GENERATIVO che si articola in 3 fasi principali attraverso il quale:
1. Ti insegnerò a “riconoscere” i tuoi TALENTI attraverso un Metodo molto efficace di cui ne sto studiando l’applicazione , che prende spunto dagli studi di Roye Fraser, Master Trainer di PNL GENERATIVA;
2. Ti insegnerò a coltivarli ed accrescerli attraverso le metodologie tecnologicamente più avanzate che conosco e strumenti di e-learning;
3. Ti insegnerò come far emergere i tuoi TALENTI nell’ambito dello studio e successivamente nel mondo del lavoro.

Inoltre delinerò le tecniche di comunicazioni più efficaci che conosco per mettertì in contatto con la tua Tribù, cioé con le persone che condividono le Tue passioni e che ti aiuteranno a raggiungere più facilmente il tuo personale SUCCESSO.

 

E per l’esame fai come BOLT

Sono una sociologa, studio i pregiudizi, ho lavorato presso gli Istituti penitenziari ed attualmente lavoro presso una struttura gerarchicamente organizzata, era quindi inevitabile che mi interessassi alle dinamiche di potere. Mi sono particolarmente interessata alle espressioni non verbali di forza e dominio.

E quali sono le espressioni non verbali di forza e dominio?

Beh, ecco quali sono. one-of-the-most-important-elements-of-body-language-is-the-power-pose

Nel regno animale, sono quelle relative all´espansione. Ci si rende più grandi, ci si allunga, si prende spazio, in sostanza ci si apre. E questo vale per tutto il regno animale e cioè NOI esseri umani compresi.

Usai Bolt

E’ stato effettuato uno studio particolarmente interessante dalla scienziata Jessica Tracy che ha mostrato come antiche e universali siano queste espressioni di forza.(fonte). Lo stesso dicasi per le espressioni di impotenza, ci richiudiamo su noi stessi, ci facciamo piccoli, soprattutto se incontriamo qualcuno che riteniamo più forte di noi, tendiamo ad essere complementari al suo linguaggio NON VERBALE e quindi facciamo l’opposto di quello che fa. 

LOW POWER   LOW POWER MAN

Questo comportamento è facilmente visibile nel gruppo classe: ci sono studenti che sono delle vere e proprie caricature di maschi ALFA, solitamente quando entrano nell’aula si dirigono verso il centro prima che la lezione abbia inizio come se volessero veramente occupare lo spazio. Quando si siedono, si allargano. Alzano la mano in modo vistoso, tenendo il braccio lontano dal busto. Ci sono altre persone che si ripiegano virtualmente Non appena entrano si siedono sulla sedia quasi nascondendosi e si fanno “piccoli”, quando alzano la mano sollevano il braccio, superando appena con il gomito il proprio banco; purtroppo secondo la mia esperienza quest’ultimo comportamento è molto più comune nelle donne che negli uomini.

E’ assai più comune inoltre leggere o sentir parlare del  linguaggio non verbale, e di come possa influenzare il giudizio degli altri eppure abbiamo tendenza a dimenticare l´altro pubblico che viene influenzato dal linguaggio non verbale, ossia NOI STESSI. 

E’ per questo che mi sono appassionata alla ricerca effettuata da Amy Cuddy professoressa e ricercatrice presso la Harvard Business School, dove studia come il comportamento non-verbale influenzi i giudizi dal gruppo classe e professori. Power Posing: Brief Nonverbal Displays Affect Neuroendocrine Levels and Risk Tolerance Psychological Science 21.10 (2010): 1363-1368.

Secondo la sua ricerca ci sono tante differenze tra i “forti” e i “deboli”. Fisiologicamente ci sono differenze  su i due ormoni chiave: il testosterone, che è l´ormone dominante, e il cortisolo, che è l´ormone dello stress. Quello che scopriamo è che i maschi alfa più forti nelle gerarchie di primati hanno testosterone alto e cortisolo basso, e i leader forti ed efficaci hanno anche loro testosterone alto e cortisolo basso. Ma il risultato a mio parere più sorprendente è stato il seguente: hanno deciso di portare delle persone in laboratorio e condurre un piccolo esperimento:  a queste persone è stato detto di adottare per due minuti una postura di forza elevata mentre ad altre una postura di chiusura.

WONDER POSIT   LOWER POSIT

Immediatamente dopo è stato analizzato un campione di saliva dai soggetti che hhanno adottato la postura di forza, dal quale è emerso che il testosterone aumenta ed il cortisolo diminuisce, condizione ideale di una personalità assertiva dominante ma in grado di gestire lo stress; parallelamente il campione di saliva analizzato nei soggetti con posizione di chiusura hanno i valori opposti di testosterone e cortisolo cioè diminuito il primo e aumentato il secondo, quindi eccessivamente vulnerabile alle situazioni di stress.

Una determinata posizione corporea assunta per 2 minuti porta ad un cambio ormonale tale che configura il vostro cervello ad essere assertivo, fiducioso e a proprio agio, o al contrario eccessivamente sensibile allo stress e con la sensazione di essere in “stand by”. 

Dunque i nostri corpi cambiano la nostra mente e la nostra mente può cambiare il nostro comportamento ed aggiungo io ,  il nostro comportamento può cambiare i nostri RISULTATI.

Mi permetto di dare questo piccolo suggerimento a tutti gli studenti che stanno per affrontare gli ESAMI o interrogazioni determinanti tratto dalle ricerche di questa scienziata:

“…Minuscole modifiche possono portare a grandi cambiamenti. Quindi in due minuti. Prima che affrontiate la prossima situazione stressante di valutazione, per due minuti, provate a fare questo, nell´ascensore, in bagno, alla scrivania a porte chiuse. Questo è quello che volete fare. Configurate il vostro cervello per essere all´altezza della situazione. Fate aumentare il testosterone. Fate scendere il cortisolo. Non uscite da quella situazione con la sensazione di non aver mostrato chi siete. Uscite da quella situazione con la sensazione di aver detto chi siete e di aver mostrato chi siete…” 

If you feel like you shouldn’t be somewhere: fake it. Do it not until you make it – but until you become it!

Spero possa rivelarsi utile 😉 ed in bocca al lupo!

Roberta

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