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Scarica il nuovo e-book per il METODO DI STUDIO PERFETTO

studente_libri E’ uscito FINALMENTE  su Amazon il nuovissimo  manuale su come trarre il massimo dal tuo studio! Anche se il titolo si spiega piuttosto bene da solo, sento che una piccola introduzione è comunque necessaria per farti capire cos’è e cosa non è questo e-book.
Il mio obiettivo sarà quello di spiegarti tutte le più importanti tecniche per studiare e riuscire a dare il meglio di se durante le interrogazioni od esami e perché no anche un colloquio di lavoro a cui tieni tanto.
Questo ti tornerà molto utile se hai leggeri problemi di apprendimento e memoria e potrebbe risolvere completamente il problema, ma trarrai degli indiscutibili vantaggi anche se pensi di avere già adottato un ritmo di studio regolare già strutturato: chissà, potresti imparare dei trucchetti che prima non conoscevi e che ti torneranno utili in futuro! 🙂
Alcune delle tecniche che spiegherò sono di immediata applicazione,mentre altre richiederanno un po’ di impegno e magari una piccola spesa. In quel caso sta a te decidere se vale la pena di investire su certi strumenti.
Bene, adesso che ho detto quello che è, voglio dirti cosa NON è questo manuale.
Di certo non è una guida miracolosa che risolverà qualsiasi problema della tua vita: semplicemente migliorerà l’efficacia del tuo studio, e scusami se è poco!
Perché se studi meglio sarai più rilassato e concentrato durante il giorno, e questo potrebbe portare ad una lunga serie di belle conseguenze come quella di non lasciarsi scappare le opportunità della vita.
http://www.amazon.it/manuale-metodo-studio-perfetto-professionale-ebook/dp/B01ALW00ME
Aspetto che mi dici cosa ne pensi. 😉

A presto
Roby

Motivare a Proteggersi, perché?

open mind projectRecentemente mi è stato chiesto di dare il mio contributo ad un brillante progetto per un  Corso Teorico – Pratico di Protezione Personale ed Antiaggressione Femminile che si è svolto presso il Centro Polifunzionale della Polizia di Stato di Roma. Essendo il mio campo di studio ed applicazione l’attività di mentoring in tutti gli aspetti di sviluppo e formazione dell’individuo ho voluto affrontare le radici delle azioni di auto-sabotaggio .

Molte persone infatti  sono convinte che ciò che fanno li rappresenti completamente e che possono mantenere sempre un controllo totale sulle loro azioni, in realtà quello che succede e che, nella maggior parte dei casi, sono portati a pensare ed agire partendo da elementi che sono in gran parte sconosciuti ed inconsci, e sono gli stessi che allontanano dagli obbiettivi che in realtà vorremmo raggiungere .

Probabilmente qualcosa del genere l’avete sperimentato quando avete deciso di fare una dieta e comunque mangiate quelle cose che sapete che vi fanno male, quando vi proponete di smettere di fumare, iniziare a svolgere un’attività sportiva o INTERROMPERE UNA RELAZIONE INSODDISFACENTE O PEGGIO PERICOLOSA.

Le radici del sabotaggio sono profonde, vengono da lontano, risiedono in un insieme di convinzioni, emozioni, presupposizioni che una persona ha riguardo a se stessi. Il sabotaggio della propria esistenza viene inoltre alimentato da un insieme di fattori che se conosciuti possono essere “controllati” .

Quello che accade QUINDI è di auto sabotarsi! In quanto il processo cognitivo di valutazione del rischio o della vulnerabilità personale è soggetto ad una serie di ERRORI DI GIUDIZIO. Uno di questi è ad esempio l’ottimismo irrealistico, in base a cui le persone valutano di essere meno a rischio rispetto ad altri. Di questo parla ad esempio un LIBRO “DONNE CHE AMANO TROPPO” : Robin Norwood, psicoterapeuta americana specializzata in terapia della famiglia, si occupa dei problemi di “dipendenza” e ha lavorato nel campo delle tossicodipendenze e dell’alcolismo. Perché amare diviene “amare troppo”, e quando questo accade? Perché le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che lui cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione. offre una casistica nella quale sono lucidamente individuate le ragioni per cui molte donne si innamorano dell’uomo sbagliato e spendono inutilmente le loro energie per cambiarlo.

I motivi principali per cui si incorre negli ERRORI DI GIUDIZIO sono:

  1. la percezione del rischio per l’individuo è determinato dalla sua esperienza personale nei confronti della malattia, dalle credenze, dai valori, inclusi quelli morali;
  2. abbassamento del livello di percezione e controllo sull’evento rischioso;
  3. sottovalutazione degli aspetti dinamici della valutazione del rischio, la quale può variare da un istante all’altro, in funzione dei fattori dipendenti dal contesto sociale e culturale.

In ogni autentica soluzione per non incorrere in questi ERRORI di GIUDIZIO c’è un “ingrediente nascosto”, ovvero rafforzare la nostra attenzione e la nostra comprensione nella triplice dimensione noi stessi/altri/il mondo che ci circonda .

Se vuoi conoscere alcune delle strategie più efficaci che conosco per alzare la tua soglia di attenzione “naturalmente” e che ti permettono di dirigerti nella direzione che vuoi e ti portano a ottenere i risultati che desideri., contattami qui.

Ciao Roby

Decidere con la “pancia” è una strategia ragionevole

pensareQuando frequentavo le superiori a volte venivo assalita da dubbi grammaticali che riuscivo a risolvere soltanto dopo averli scritti su un foglio bianco  (tipo coscienza :con la i o senza, dibattito 2b??? etc) e non capivo perché’ mentre li scrivevo azzeccavo  quella giusta soltanto  perché mi “suonava bene” , a livello di sensazione … di pancia appunto.

Più avanti ho scoperto che gli imprenditori di maggior successo raccolgono innumerevoli dati attingendo a molte più fonti (e di più varia natura) non solo quelle che la maggioranza delle persone riterrebbero importanti ma anche quelle che la maggioranza delle persone non riterrebbero importanti ed anche loro, infatti si rendevano conto che, di fronte a una decisione vitale, le sensazioni di “pancia”  dovevano  comunque essere prese in considerazione.

Studiando l’attività cerebrale ho scoperto che quando prendiamo una decisione di questo tipo i sistemi subcorticali (tra cui l’amigdala e l’insula) operano al di fori della consapevolezza cosciente, raccogliendo le regole decisionali che ci guidano ed immagazzinando la nostra saggezza di vita (facendoci poi arrivare il risultato dei loro procedimenti sotto forma di una percezione interiore . Questa impressione sottile (come quando ci diciamo appunto “mi suona bene”) ci indirizza ancor prima che possiamo esprimere la nostra decisione razionalmente o a parole.

Se non fosse così ci resterebbe solo quella fredda razionalità che trova espressione nella cosiddetta “teoria dell’utilità attesa” grazie ai quali soppesiamo e calcoliamo i pro e contro di tutti i fattori che riteniamo rilevanti, teoria che però mi fa sorgere un paio di dubbi perché:

  1. raramente la vita si presenta in termini così ordinati e netti
  2. la nostra mente, automatica ed involontaria, che conserva le informazioni più rilevanti per una corretta decisione, è inaccessibile razionalmente.

Uno studio accademico sulle intuizioni di “pancia” è giunto alla conclusione che utilizzare queste sensazioni, al pari di vere e proprie informazioni è “in genere una ragionevole strategia di giudizio” (e non una perenne fonte di errori come vorrebbero gli iper-razionalisti).

Per prendere decisioni intelligenti quindi non basta non basta essere degli esperti in un particolare campo 😦 , occorre avere anche una accentuata autoconsapevolezza .

Se conosciamo bene NOI stessi oltre che i nostri affari, possiamo muoverci con scaltrezza nell’interpretazione dei fatti – attenzione però alle nostre DISTORSIONI interiori che possono manipolare la nostra capacità di giudizio ma questo gli studenti del mio corso sulle strategie per lo sviluppo dell’attenzione,  lo sanno bene  😉 .

Ciao

Roberta

Source

FOCUS D. Goleman

Personality and Social Psychology Review

#educazione #finanziaria

paghettaDare la classica “paghetta” ai figli, già dalla tenera età dei 7-8 anni li può aiutare a diventare investitori oculati, a patto, ovviamente, di non sforare la cifra pattuita. Al riguardo è stato fatto uno studio da una Banca Olandese su un campione di 12.000 clienti in 13 paesi europei, secondo cui coloro che ricevono dai genitori una piccola somma di denaro ogni settimana sviluppano solide capacità di pianificazione finanziaria e sono meno esposti al rischio di contrarre debiti una volta raggiunta l’età adulta. Oltre la metà degli intervistati, che hanno dichiarato di averla ricevuta da piccoli, oggi accantona i risparmi con regolarità.

Queste capacità consistono in un maggiore controllo delle spese, minori probabilità di trovarsi con il conto in rosso, più propensione al risparmio sviluppata grazie all’uso più responsabile del denaro. Sono gli stessi genitori che riconoscono i vantaggi di questo metodo: il 70% di chi remunera i figli si dice certo che una volta usciti di casa diventeranno autosufficienti, mentre l’83% la considera una valida strategia per far comprendere ai bambini il valore dei soldi.  –

A mio parere quindi è giusto approcciare l’argomento già in tenera età senza farsi troppi problemi, ma occorre dare l’esempio e soprattutto non essere ipocriti.

Da una ricerca  (clicca qui per approfondire) di un Manager di una grande impresa tedesca alcune regole da tenere a mente quando si vuole (o non si vuole) parlare di denaro coi propri figli.

I soldi sono come il sesso
Un altro argomento difficile da approcciare con i ragazzini è la sfera sessuale. Nella maggior parte dei casi i figli ne sanno molto di più di quanto noi immaginiamo. Certe cose non si possono tenere segrete. Lo stesso principio vale per i soldi. I bambini hanno occhi e orecchie, e anche se forse non riescono a percepire il valore reale di ogni cosa, ci vedono pagare, comprare, litigare per denaro. Osservano e traggono le loro impressioni. Il compito dei genitori è aiutarli a contestualizzare quello che sanno, imparare il valore delle cose e non solo il loro prezzo.

Pensare prima di parlare
L’esempio è più forte di ogni parola. Non si può spendere il proprio stipendio in gratta e vinci e poi dire ai figli di risparmiare, così come non si è credibili se ci si compra una nuova automobile ogni anno e poi si tengono lezioni sulla futilità delle cose materiali. “Se c’è una forte discrepanza tra quello che si dice e quello che si fa, loro se ne accorgeranno presto e cominceranno a ignorare quello che viene loro detto”, afferma il consulente.

Parlare, parlare, parlare
A scuola non si parla di soldi. I genitori sono coloro che dovrebbero insegnare come gestire il proprio capitale, anche se esiguo, incluso il non indebitarsi troppo e il pensare anche alla propria vita post-lavorativa.

Parlare CON loro, non a loro
E’ fondamentale non “tenere lezioni” dove a parlare è uno solo, il genitore, ma di avere conversazioni con scambi di opinioni e domande a cui loro devono cercare le proprie risposte.

La “paghetta” può essere un buon allenamento
Questo argomento è molto discusso : dare una paghetta settimanale può essere utile a responsabilizzare e allenare i ragazzi a una pianificazione delle proprie risorse finanziarie, già a partire dai sette anni. Con la condizione di non sforare la cifra pattuita, altrimenti diventa inutile.

Investire nei propri figli
Significa ad esempio : se vostro figlio vi chiede un telefono o una bicicletta nuova, pagatene metà e offritegli un modo per guadagnarsi l’altra metà”.

Non si finisce mai
Parlare coi propri figli di soldi non è una cosa che si fa una volta, ma anzi andrebbe fatto per tutto il corso della vita. Ovviamente, man mano che i figli crescono, dovrebbe cambiare anche l’approccio e la qualità di questo tipo di conversazioni.

Source:

http://www.morningstar.it/

Le 5 dritte per salvare l’anno scolastico

 

Non Mollare!

Non Mollare!

Ormai manca poco più di un mese alla fine della scuola e le vacanze sono praticamente dietro l’angolo. Ma come loro, ad aspettarci ci sono anche le tanto temute pagelle, le paure dei debiti e, purtroppo per alcuni, anche delle bocciature. Questo è proprio il periodo in cui gli studenti si giocano il tutto per tutto, provando a recuperare l’irrecuperabile.

Ecco quindi 5 semplici ma fondamentali consigli da seguire se volete davvero salvare il vostro anno scolastico e passare le vacanze estive liberi, senza il pensiero di dover studiare per recuperare i debiti.

Allora ragazzi dovete armarvi di tanta buona volontà … pronti ?….via:

1° – PRENDETE CONSAPEVOLEZZA DELLE MATERIE A “RISCHIO”: prendete un foglio e fate un elenco di tutte le materie, prendete nota (se non l’avete già fatto) di tutti i voti del 2^ quadrimestre ed individuate ed osservate con attenzione tutte le materie nelle quali non avete sufficienze ed EVIDENZIATELE. La consapevolezza NON GIUDICA è solo un atto necessario per intraprendere il cammino verso il successo.

2° – CREATE UNA PRIORITÀ DI RECUPERO DELLE MATERIE A RISCHIO E …SIATE SPIETATI! Significa che alcune materie richiedono maggior tempo per essere recuperate ed approfondite, come quelle che richiedono anche un esercizio scritto (matematica, lingue straniere, materie tecniche), mentre altre richiedono solo uno sforzo mnemonico,( letteratura, storia e geografia) per cui nella priorità tenete conto anche dei tempi di recupero.

3° – CONCORDATE UN PIANO DI RECUPERO CON L’INSEGNANTE ! Parlate, Parlate, Parlate con i vostri docenti, fate capire che siete molto dispiaciuti dei risultati e che avete tutte le intenzioni di recuperare il tempo perso; chiedete direttamente agli insegnanti qualche strategia per superare la momentanea difficoltà e offritevi volontari alle interrogazioni appena vi sentite preparati; non esitate a chiedere quello che non avete capito anche se siete alla fine dell’anno!

4° – PAROLA D’ORDINE: CONCENTRAZIONE – Ovviamente, è importante ricordarvi che, se decidete di rinunciare a qualcosa per restare chiusi in casa a studiare, la concentrazione gioca un ruolo fondamentale: infatti, sarà perfettamente inutile passare un pomeriggio sui libri con la testa da tutt’altra parte. Quindi LIMITA FACEBOOK ! Dove per limitare intendo limitare, non eliminare. Io Facebook ce l’ho, c’è anche la mia pagina Sociale Roberta Tarsitano Advising ma vivevo bene anche prima 😉 Lo uso perché è comodo per restare in contatto con i miei amici e con le persone interessate al mio lavoro;  ma per molti diventa il peggior spreco di tempo e il nemico numero uno se devi trovare la concentrazione per studiare. Quando ti dici che “devi” stare su Facebook almeno due ore al giorno, pensa che prima del 2010 non ne sentivi il bisogno: cosa è cambiato? L’ossessione di condividere tutto con dei contatti ai quali, per la maggior parte, di te non gliene frega niente, è una moda recente e creata dall’amico Zuckerberg. Non ne hai bisogno, se te la senti, puoi provare a decidere di utilizzarlo solo per un ora max al giorno e  ti accorgerai che è una distrazione inutile.

5° – NON MOLLATE PERCHÉ’ IL GIOCO SARA’ VALSO LA CANDELA – E’ di qualche giorno fa la notizia della bella Miss Italia, Stefania Bivone, che per 45 giorni cederà il suo scettro alla seconda classificata, Mayra Pietrocola, per potersi dedicare pienamente all’esame di maturità. Non si era mai verificato prima, nella storia di Miss Italia, che una reginetta mettesse al primo posto lo studio lasciando da parte il suo titolo e la sua è stata davvero una bella rinuncia.

Ovviamente, come tutti sappiamo, non è né la prima né sarà l’ultima studentessa che, per lo studio, rinuncia a qualcosa di importante. Infatti, quante volte non siete andati a fare quegli allenamenti decisivi per la vostra partita, a provare la coreografia per il saggio di danza o usciti con quel ragazzo o con quella ragazza che tanto vi piaceva, per restare chiusi in casa sui libri? Certo, il gioco sarà valso davvero la candela nel momento in cui tutte quelle rinunce vi hanno fatto passare un’estate lontani dal pensiero dei debiti o vi hanno addirittura salvato dalla bocciatura.

Vi saluto e buon successo!

Insegnate Team Working a scuola!

"Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l'intelligenza che si vincono i campionati" Michael Jordan

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati” Michael Jordan

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Ogni caduta ci rende più forti

Sosteniamo i nostri figli  dalle cadute fisiche e psicologiche: una brutta pagella, una bocciatura, una delusione amorosa ; sono tutte occasioni per dimostrare quanto li amiamo e quanto crediamo in loro .

 

L.N.V. – la scorciatoia per comunicare ciò che è più importante

animal-children-photography-elena-shumilova-16Per milioni di anni, i nostri primi antenati hanno navigato sul nostro pianeta ma spesso la navigazione è stata molto pericolosa . Ci sono riusciti, comunicando efficacemente i loro bisogni, emozioni, paure e desideri con il prossimo. Soprattutto attraverso l’uso di comunicazioni non verbali , quali i cambiamenti fisiologici ( arrossamento del viso ) , gesti ( puntare il dito verso qualcosa o qualcuno ) , rumori (grugniti e fischi ) e reazioni viso-corpo ( sguardo interrogativo o spaventato) . Tutto ciò è diventato parte del nostro patrimonio biologico per così tanto tempo che ancora oggi abbiamo bisogno di comunicare non verbalmente e questo è anche il motivo per cui abbiamo bisogno  di icone emotive nella nostra comunicazione scritta. 🙂 😉 ❤ .

Fortunatamente ci siamo ulteriormente evoluti per reagire a minacce o qualsiasi cosa che possa rappresentare un pericolo e riusciamo a reagire  “senza pensare” con strategie di difesa quali  freezing o fight or flight!

Questo sistema che si è evoluto nel corso del tempo , non solo  ci avverte immediatamente del pericolo percepito, ma inoltre comunica immediatamente agli altri intorno a noi .  Così ad esempio: il nostro cervello ci costringe a congelarci sul posto (freezing) quando vediamo un cane aggressivo , siamo in grado di comunicare anche agli altri immediatamente attraverso i nostri corpi . Il vantaggio è duplice , REAGIAMO al mondo intorno a noi e gli altri BENIFICIANO delle nostre prime reazioni in modo che possano adottarle anche loro; oppure quando assaggiamo qualcosa di veramente disgustoso tutti intorno dalla nostra espressione capiranno 🙂  e non hanno bisogno di assaggiarlo anche loro .

Veloce , autentico e affidabile : il Linguaggio Non Verbale è come la ” scorciatoia per comunicare ciò che è più importante “, perché è evolutivamente più vantaggiosa .

E non si tratta solo di sopravvivenza o minacce , anche se questo è il motivo principale per cui reagiamo a certe cose   (suoni forti ci fanno congelare o rannicchiarci sul posto ) . Il nostro cervello telegrafa anche le nostre intenzioni . Questo è il motivo per cui quando si parla con qualcuno piacevolmente  e improvvisamente ci accorgiamo che uno dei loro piedi punta verso la loro auto o un ascensore , si sa che la persona  ha bisogno di andare via . Oppure quando una persona è  in ritardo , il corpo, attraverso le gambe, comunica che qualcosa di urgente è pressante ( causando disagio psicologico ) , anche se continua la conversazione . È per questo che diciamo quando si tratta di comunicazione , il linguaggio del corpo è più veritiero rispetto alla parola parlata .

Cosa c’è psicologicamente dietro tutto questo ? Semplicemente questo : i nostri bisogni , i sentimenti , i pensieri, le emozioni e le intenzioni vengono elaborati con eleganza da ciò che è noto come: il ” sistema limbico ” del cervello . Non deve pensare, reagisce solo al mondo in tempo reale e i nostri corpi mostrano come ci sentiamo . Qualcuno ci dà cattive notizie e le nostre labbra si serrano , l’autobus parte senza di noi e  stringiamo le nostre mascelle e ci strofiniamo il collo . Ci viene chiesto di lavorare un altro fine settimana e serriamo i nostri occhi stretti e abbassiamo il mento . Si tratta di manifestazioni di disagio fissate dal nostro cervello limbico che ha perfezionato nel corso di milioni di anni , e questo equivale sia che siamo in Cina o in Europa.

Al contrario, quando vediamo qualcuno che ci piace davvero , le sopracciglia si arcuano verso l’alto, i nostri muscoli facciali si rilassano , e le braccia diventano più flessibili (anche distendendosi) in modo che possiamo accogliere questa persona . In presenza di qualcuno che amiamo , ci rispecchiamo nel loro comportamento ( isopraxis ), incliniamo la testa in modo da consentire al sangue scorrere verso le nostre labbra rendendole piene, anche le nostre pupille si dilatano . Ancora una volta , il nostro cervello limbico comunica attraverso i nostri corpi con precisione i veri sentimenti che sentiamo . ❤

In un certo senso , ci siamo evoluti per dimostrare che siamo animali sociali che hanno bisogno di comunicare sia verbalmente che non verbalmente . Questo vale anche per i bambini che sono nati ciechi , pur non avendo mai visto questi comportamenti sanno anche loro come difendersi: un bambino cieco copre gli occhi quando sente qualcosa che non gli piace ,  questi comportamenti vengo definiti hard- wired .

Sia nel mondo del lavoro,  in famiglia o nelle relazioni, possiamo sempre essere certi che i veri sentimenti si riflettono nel nostro linguaggio del corpo attraverso posture di comfort e disagio . Questo sistema binario di comunicare come ci sentiamo veramente,  ha resistito alla prove del tempo allo scopo di aiutarci attraverso la sua elegante semplicità .

Ovviamente questo può essere molto efficace nel determinare come gli altri si sentono con noi e nel valutare come un rapporto si sta evolvendo . Spesso quando le persone sentono che qualcosa non va in un rapporto , quello che stanno percependo sono cambiamenti nel display del  linguaggio del corpo . Un esempio sono le così dette  distanze di comportamento o altri comportamenti più evidenti  (Indizi di Inganno ) .

E così ci sono molti aspetti della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo , che possono aiutare a vedere più chiaramente ciò che i nostri interlocutori stanno veramente sentendo, pensando, temendo o desiderando da NOI .

“INSTALLARE” questa abilità di comunicare in modo più efficace e con empatia per una comprensione più profonda si può  :-), se vuoi approfondire questo argomento con me scrivimi , mi farà piacere rispondere su questa disciplina che tanto mi appassiona .

Roberta

Fonte: Joe Navarro Body Language basics

Imparare ad entrare nella corrente australiana

Alcune recenti ricerche svolte sui posti di lavoro, sia nel pubblico sia nel privato, mostrano che un gran numero di persone si trovano in uno stato cerebrale e fisiologico quasi del tutto “spento” : passano ore a navigare su Internet o You Tube sognando ad occhi aperti e lavorando il minimo indispensabile provocando una vera e propria DISPERSIONE dell’attenzione; questi atteggiamenti di apatia ed indifferenza sono molto più diffusi nei lavori più semplici e ripetitivi. Per risolvere questo disagio lo psicologo comportamentista Csikszentmihalyi,teorico della felicità e del benessere, nel corso di una ricerca si è soffermato su quello che le persone intendevano con la definizione di  “buon lavoro” , ne è emerso un mix di ciò che si è bravi a fare con ciò che è legato agli interessi personali e che rispetta pienamente i propri principi etici. Si tratta di quelle professioni dove le persone sono talmente assorbite da perdere la cognizione del tempo; quando si ama quello che si sta facendo e questo ci fa sentire bene, in psicologia viene definita l’esperienza ottimale o di “flusso”.

e tu sei mai entrato nella corrente australiana?

e tu sei mai entrato nella corrente australiana?

Purtroppo nella vita quotidiana gli adulti si trovano molto più raramente in uno stato di flusso a differenza dei bambini che riescono ad essere completamente assorbiti dai loro giochi tanto da non accorgersi del tempo che passa e della mamma che chiama! 😉  Eppure ritrovare questa condizione cerebrale perfetta è veramente importante in quanto le persone che hanno più successo in ogni ambito sono proprio quelle che possono contare su questa felice combinazione.

Uno degli obbiettivi primari del mio lavoro con gli adolescenti consiste quindi nel far recuperare loro quelle abilità per riportarli proprio in questo stato di flusso e ci sono diversi modi per farli accedere a questo tipo di esperienza:

uno si manifesta quando devono affrontare un compito che richiede loro di spingere al massimo le loro capacità, una prova che per loro è considerata ai “limiti della realizzabilità”;

un altro quando si dedicano a qualcosa che li appassiona – la MOTIVAZIONE spinge automaticamente verso il flusso.

Una volta che un giovane si trova in questo stato ottimale c’è una ricca interconnessione fra diverse aree del cervello che gli consente di lavorare al meglio delle loro potenzialità, qualsiasi sia l’attività stiano svolgendo: studio, sportiva o creativa in genere .

Come dico spesso nelle scuole: “… è come entrare nella corrente australiana del film Nemo, è tutto più leggero, veloce e soprattutto divertente!” 😉

A presto

Roberta

A cosa serve “costruire” l’empatia

parole sante !

parole sante !

Alcuni studi sul cervello mostrano che quando le persone ascoltano qualcuno che racconta una storia avvincente, i loro cervelli si ” sintonizzano” con quelli dell’oratore, è come se nel cervello di chi ascolta facessero l’eco gli argomenti di chi parla con uno scarto temporale di un secondo o due. Questa sintonia neuronale si rafforza se si aggiunge la concentrazione – gli ascoltatori più concentrati infatti fanno qualcosa di ancora più sorprendente: certi schemi delle loro attività cerebrali anticipano di un secondo o due, quelli di chi racconta la storia!

Attraverso questo tipo di concentrazione “sintonizzata” con il Maestro, il cervello di uno studente si ritrova nelle condizioni più propizie per imparare: ogni insegnante sa che affinché i suoi alunni possano inziare a comprendere la lezione di matematica o storia deve prima creare questo tipo di sintonia.

I circuiti cerebrali responsabili di questa tipo di “sintonia” sono i neuroni a specchio che leggono le emozioni, le intenzioni e le azioni degli altri e , simultaneamente attivano le regioni corrispondenti del nostro cervello, dandoci una percezione interiore di ciò che sta accadendo nell’altra persona, in altre parole leggiamo gli altri sintonizzandoci su noi stessi. Se ad esempio un insegnante si sente irritato, questo è il segnale che anche lo studente potrebbe sentirsi allo stesso modo!

L’addestramento per docenti a cogliere gli indizi non verbali include quindi l’interpretazione  delle emozioni di uno studente a partire dal tono della sua voce, dalla postura in classe e soprattutto dalle espressioni del suo volto. Basandosi sul lavoro di Paul Ekman, un esperto che ha identificato con precisione i movimenti dei muscoli facciali sotto l’effetto di tutte le principali emozioni, il programma insegna ai docenti a riconoscere le fugaci espressioni dei loro studenti attraverso la lettura del loro volto.

In base alla mia esperienza costruire questo tipo di abilità si è dimostrata particolarmente efficace in quanto più i docenti sono stati in grado di cogliere i sottili indizi dei loro studenti, più quest’ultimi si sentivano  coinvolti in quanto “percepivano veramente quanto l’insegnante avesse a cuore loro ed il loro futuro” .

Ciao

Roberta

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