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Mentoring Day for Young

qual è il tuo mestiere?

qual è il tuo mestiere?

Una delle attività che più amo e per cui molti studenti si rivolgono a me è fornire delle strategie per ottenere delle abilità specifiche; a volte sono studenti di liceo che giunti a metà del loro ciclo di studio vogliono aumentare la capacità di apprendimento, a volte sono studenti universitari che si rendono conto di attraversare un momento di trasformazione, vogliono capire ad esempio se continuare a seguire quel percorso di studio o entrare direttamente nel mondo del lavoro e quindi non sanno come affrontare questo momento e soprattutto come imparare a prendere velocemente delle decisioni, oppure comunicare meglio o trovare un certo equilibrio tra vita privata ed aspirazione professionale.

Di volta in volta effettuo un tipo di intervento diverso a seconda delle esigenze delle persone: a volte mi capita di lavorare con giovani studenti che hanno intrapreso un determinato percorso lavorativo o di studio perché nella loro famiglia vi era già qualcuno che aveva intrapreso lo stesso percorso e quindi loro sin da piccoli si erano abituati a vedere come si comportavo i loro familiari in quel particolare ambito lavorativo. Respirando quell’aria sin da piccoli hanno carpito anche i segreti del modo di lavorare delle persone che hanno visto; poi però accade qualcosa per cui pur trovandosi ad effettuare lo stesso lavoro o studio che pensavano di conoscere bene, visto che ci erano “cresciuti dentro”, devono affrontare delle situazioni molto diverse rispetto a quelle che hanno dovuto affrontare i loro genitori o parenti, e così si trovano in qualche modo ad adattare quello che hanno imparato sino a quel giorno ad un mondo cambiato o comunque molto diverso. In altre situazioni mi trovo con giovani studenti che invece hanno deciso di intraprendere una carriera o un percorso di studio totalmente diverso da quello intrapreso dai loro familiari, magari discostandosi da quelle che sono state le loro tradizioni familiari, non poche volte anche sfidando delle regole familiari.

In entrambe i casi quando i giovani si rivolgono a me per migliorare le loro prestazioni nello studio o all’interno della loro attività lavorativa, la prima cosa che chiedo loro è quale è stata quella cosa per cui hanno iniziato quel particolare studio od attività oppure di descrivermi il momento esatto e le sensazioni o emozioni che provavano quando hanno fatto quel tipo di scelta. Il primo consiglio che cerco di dare sempre è proprio quello di linkarsi nuovamente con quel tipo di passione che ha generato l’entusiasmo originario, quello che avevano quando hanno iniziato a studiare proprio quella cosa lì ;-)

Solitamente è qualcosa che quando hanno iniziato a farla, ha portato loro un immediato successo, una cosa per cui, anche con poca fatica li faceva rendere al meglio all’interno di un determinato ambito, qualcosa per cui le persone che li circondavano, familiari e non, trovavano in loro e non non in altre persone che magari facevano la stessa cosa.

Nella maggior parte dei casi infatti quello che accade è che quella particolare UNICITA’ di cui tutti siamo dotati con l’andar del tempo si affievolisce . Lo scopo principale dell’attività di Mentoring diventa quindi quello di insegnare a riconoscere il proprio talento unico, successivamente coltivarlo ed accrescerlo ed infine farlo emergere nell’ambito dello studio o del lavoro. Esiste una strategia efficace per farlo e se vuoi posso insegnartelo nel corso del Mentoring Day for Young riservato ad un gruppo ristretto di giovani . Se ti interessa quindi conoscere la “tecnologia” più evoluta e veloce che conosco, ti consiglio di prenotarti subito attraverso questo link.

Mentoring Day for Young

Ti aspetto a presto

Se uno ha un perché sopporta molti come

Questa bella citazione di Nietzsche mi viene sempre in mente quando conosco studenti che riescono ad affrontare esami verso il quale non hanno alcuna propensione o attitudine, ma che riescono a superare grazie alla determinazione interiore di raggiungere un determinato obiettivo.

Qualunque sia il traguardo prescelto, quando parlo con loro cerco di spostare l’attenzione sul “valore”  più che sulla realizzazione personale e questo perché la decisione di perseguire un valore rende meno drammatico l’eventualità di non raggiungere gli obiettivi scolastici e professionali prefissati, faccio un esempio: ho conosciuto una ragazza che era caduta in crisi perché per diverse circostanze il suo sogno di diventare pediatra non si era realizzato ed avendo lei una grossa propensione per l’infanzia ha vissuto questo momento come una vera propria debacle personale. Attraverso l’ attività di mentoring le ho dimostrato  che il valore “attenzione per l’infanzia”  era per lei molto più importante di quanto fosse la sua identificazione con la professione di pediatra pertanto se avesse esercitato maggiormente la sua abilità di raccogliere i dati dall’esterno si sarebbe resa conto che fare la pediatra non era assolutamente l’unico modo per vivere questa sua passione, diventando ad esempio insegnante o semplicemente una brava mamma!

Questo è uno dei punti di partenza del mio lavoro che consiste nel dare la possibilità ai giovani di aprire i loro occhi di fronte un’attualità assolutamente NUOVA  da quella che era stata fino al giorno prima che iniziasse l’attività di mentoring;  è un’abilità che si costruisce dopo pochissime sessioni così come è accaduto con la ragazza di cui parlavo prima che ha avuto la possibilità attraverso un semplice  lavoro di commessa in un negozio di articoli per l’infanzia di fare rapidamente carriera e diventare una importante area-manager per una nota catena di negozi.
Allo stesso modo un ragazzo che è appassionato d’arte può sognare di diventare giornalista e critico d’arte ma se poi nella vita accade qualcosa che gli impedisce di raggiungere questo obbiettivo potrebbe sentirsi ugualmente appagato insegnando storia dell’arte oppure diventando accompagnatore turistico .

Per cui attraverso l’attività di mentoring cerco di portare l’attenzione sul fatto che la vera realizzazione personale non dipende dalla professione che si svolge, ma dal “valore” che essa permette di vivere e questo perchè a mio parere si può svolgere una professione anche di successo senza però che questo garantisca felicità ed appagamento se non ci si “identifica” con la professione stessa.

La  distinzione fra professione ed identificazione è molto semplice da vedere nella realtà, sappiamo distinguere facilmente le persone che lavorano per lo stipendio da quelle che  amano il loro lavoro… NO?

Se  si prende in considerazione la vita di artisti o imprenditori famosi, persone al massimo livello nel loro campo di interesse la prima frase che viene in mente parlando delle loro opere è del “lavoro di una vita”.

Ed in effetti, per la maggior parte di loro il  lavoro è la loro vita.

NON c’è nessuna separazione o distinzione tra chi sono e quello che fanno.

A presto.

La timidizza a scuola si vince con “LIE TO ME”

Nel corso dei miei studi universitari fui molto colpita dalle ricerche dello psicologo americano Paul Ekman, denominate Facial Action Coding System (FACS) e certo non avrei mai potuto immaginare che l’avrei utilizzato per la mia attività di Mentoring: la ricerca più famosa pubblicata nel 1978 codificava le espressioni facciali che l’essere umano utilizza istintivamente quando prova alcune emozioni . Ovunque nel mondo esistono solo 6 espressioni facciali riconoscibili : tristezza, sorpresa, rabbia, disgusto, paura e gioia. La scoperta vera e propria fu quella di “codificare” l’esatta combinazione di muscoli che gli esseri umani mettono in atto ogni volta che si trovano a provare una delle 6 emozioni oltre ad un grande numero di microespressioni ,della durata massima di un venticinquesimo di secondo, che rivelano se la persona sia sincera o meno. Vi ricordate il telefilm “lie to me” 🙂 .
Dopo aver Studiato Ekman mi chiesi immediatamente:
“Cosa succederebbe se tutti gli studenti timidi che durante le interrogazioni risultano poco credibili o convincenti fossero riusciti ad utilizzare i muscoli facciali giusti durante la loro esposizione orale?”
La risposta mi è arrivata molto più tardi quando madre di una ragazza che frequentava la scuola media le consigliai di ripetere quanto aveva studiato di fronte uno specchio; le prime volte questo consiglio ha generato grande divertimento ma con l’andare del tempo mia figlia, così come gli altri studenti che seguivo nel percorso di mentoring, si “scoprivano” immediatamente quando stavano dicendo cose sbagliate oppure poco convincenti, un po’ come fa il dr. Lightman nel telefilm “Lie to me”!
Inoltre la necessità di dover parlare di fronte a qualcuno che ti osserva pone automaticamente la necessità di doversi organizzare per superare quei drammatici 5 minuti iniziali che in fondo caratterizzano tutto l’andamento psicologico e quindi il rendimento di un esame .
In altri campi, quali quelli della vendita, questi fatidici 5 minuti dove lo studente vuole convincere l’insegnante di aver studiato, viene definito APPROCCIO ed è fondamentale saperlo gestire nel modo giusto in modo da “PILOTARE” ( si è proprio vero è così) tutto il resto dell’esame od interrogazione o colloquio di lavoro e tutte le altre mediazioni dove si vuole far scaturire nel nostro interlocutore emozioni positive.

La buona notizia è che imparare a “PILOTARE” un esame si può, pertanto se ti interessa contattami attraverso il formulario della pagina dei contatti verrai richiamato al più presto
Ciao
Roby

Per superare gli esami ricorda la regola del 7% – 38% – 55%

Secondo due studi condotti dallo psicologo americano Albert Mehrabian, professore della UCLA University, che pubblicò nei libri “Silent Messages” e “Nonverbal communication”, quando comunichiamo la credibilità è data al 38% dalla voce(paraverbale), al 55% dal non verbale(linguaggio del corpo) e solo dal 7%(verbale) dal contenuto di ciò che diciamo .
Quindi avere una voce che si esprime con l’emotività giusta (coerente) per quel particolare momento è utile in ogni campo professionale: avvocati, venditori, impiegati che hanno contatto con il pubblico, insegnanti e studenti senza contare anche nell’ambito privato e cioè nelle relazioni tra genitori e figli oppure con gli amici .
La voce infatti è percepita da chiunque come molto importante, in quanto rispecchia la personalità e riuscire a modularla nel modo adeguato al messaggio che si vuole comunicare, provoca in chi ascolta delle reazioni POSITIVE che suscitano apprezzamenti e RINFORZANO la sicurezza nelle proprie capacità, diventando delle leve per un “cambiamento” di cui a volte non ci si rende neanche conto.
Nel corso della mia attività di mentoring infatti focalizzo l’attenzione sull’importanza di una esposizione (durante prove di esame ad esempio) CONVINCENTE. Ci sono infatti molti studenti che pur studiando tantissimo nel corso delle interrogazioni od esami non risultano CONVINCENTI a causa soprattutto di una TIMIDEZZA rafforzata anche da un certo retaggio culturale che porta a separare CORPO e MENTE. Durante i corsi fornisco agli studenti gli strumenti per rendere più convincente la loro esposizione che porta AUTOMATICAMENTE il loro corpo ad essere più espressivo e quindi la comunicazione molto più EFFICACE.
Ad esempio quando uno studente espone con ENTUSIASMO un argomento che gli è stato richiesto dall’insegnante, quest’ultimo si convince che gli è piaciuto e quindi che ha studiato!!!! Piccolo trucchetto per svangarla…. ;-).
Imparare ad essere convincenti è utile non solo durante il percorso di studio ma anche per affrontare le prime esperienze professionali: colloqui di lavoro, inserimenti in nuovi impieghi, desiderio di voler fare carriera.

Non essere CONVINCENTE è una delle maggiori cause di INSUCCESSO nel comunicare e quindi in buona parte della vita e questo perché esiste una regola aurea della comunicazione:

IN UNA COMUNICAZIONE NON E’ IMPORTANTE IL MESSAGGIO CHE PARTE
MA QUELLO CHE ARRIVA!

A questo proposito sto organizzando i percorsi di Mentoring per piccoli gruppi di studenti mi potete quindi contattare con il formulario sotto indicato o attraverso la pagina dei contatti

La forza del sorriso

La differenza tra Vittoria e Successo

Nel corso della mia esperienza di educatore, come madre, insegnante di inglese, formatore professionale e coach sportivo ho cercato una definizione unica di SUCCESSO qualcosa che desse ai giovani, sotto la mia “supervisione”,  😉  sia nello sport che nell’insegnamento …qualcosa a cui aspirare che NON fosse solo un voto più alto in classe o il punteggio più alto in una gara sportiva!

Infatti già in un  mio precedente articolo “Battere se stessi” avevo evidenziato la mediocrità dell’educare i giovani a essere migliore di qualcun altro; suggerendo invece  di trasmettere l’idea di “imparare dagli altri” cercando di abbattere le PROPRIE barriere mentali ed abbattere i PROPRI limiti, lavorare per raggiungere la capacità di esprimersi al meglio perché  questo è qualcosa che si puo’ controllare; lasciarsi assorbire, coinvolgere o preoccupare troppo dalle cose su cui non si ha il controllo (la performance di un altro atleta o l’interrogazione di un compagno di classe) INFLUENZA NEGATIVAMENTE  le cose su cui si ha il controllo ( le proprie abilità ). 

Se ci si sforza a fare del proprio meglio, cercando di migliorare la situazione in cui ci si trova ritengo che quello sia il SUCCESSO. E non  ritengo che gli “altri” lo possano giudicare . 

E’ un po’ come la differenza tra la REPUTAZIONE ed il CARATTERE; la reputazione è come tu sei percepito il carattere è ciò che si è realmente e credo proprio che il carattere sia molto più importante di come tu sia percepito e questo perché nel corso della vita non saranno necessariamente uguali, e questa è una delle idee che cerco di trasmettere ai giovani. 

Per quanto mi riguarda  ho realizzato che finalmente, sono diventata una persona più autentica e più simile a chi ho sempre sentito di essere e questo per me rappresenta il mio vero personale SUCCESSO.

Quindi mi piacerebbe sapere: quale è il SUCCESSO che desiderate per vostro figlio? 

Vi aspetto per parlarne insieme sulla pagina di FB o attraverso twitter

 Ciao

Con le Apps si diventa bravi a scuola

Nel corso del mio ultimo viaggio a Madrid ho potuto nuovamente constatare di persona come sia totalmente cambiato il sistema di apprendimento da parte dei giovani, attraverso una  App  GRATUITA (applicazione per IPhone) era possibile conoscere la storia di ogni quadro presente nell’ imponente Museo del Prado; in un modo quindi semplice, veloce e vi assicuro assai più divertente era possibile venire a conoscenza di informazioni che prima ci venivano impartite in maniera, diciamo la verità assai più noiosa!!! Quanti sbadigli durante le visite guidate delle gite scolastiche , o no? 😛

L’andare a scuola,  come dice Bandura, lo si può considerare la sfida cognitiva e motivazionale più impegnativa che il bambino affronta nel suo percorso di crescita. Non a caso la definisco una sfida perché:

1) il cervello opera in modo sinergico costruendo enormi strutture sulle basi di altre già preesistenti, pertanto una mancanza momentanea può avere una ricaduta che può produrre, in seguito, delle difficoltà nella stessa disciplina o in altre materie, correlate ad essa;

2)  la scuola mette in evidenza  agli “altri” le proprie capacità o incapacità per cui, per alcuni studenti, l’essere esposti al giudizio degli altri o essere solo oggetto di osservazione è fonte di stress, tensione, ansia.

Numerosi studi hanno dimostrato e confermato che molti insuccessi scolastici sono dovuti ad una semplice incompatibilità tra lo stile d’insegnamento e quello di apprendimento (Stemberg 1996). Tutto questo porta alcuni studenti a credere di “non essere portati” per questa o quella disciplina scolastica, solo perché è stata insegnata in modo da essere percepita ostica e complicata, proprio a causa del  diverso modo di spiegare (ad esempio in modo descrittivo, per immagini) e di apprendere (ad esempio in modo più dinamico e coinvolgente). Questo può portare lo studente ad andare incontro all’insuccesso scolastico malgrado le sue capacità, ed impegno nello studio.

Nella mia esperienza ho potuto riscontrare inoltre la persistenza di un insuccesso scolastico porta, in genere, ad una serie di processi(comportamenti) che concorrono a realizzare la profezia autoavverantesi, cioè lo studente si aspetta di non riuscire e adotta un comportamento posto a confermare questa sua previsione.

Indipendentemente dalla motivazione, ai primi insuccessi egli incomincia a considerare le sue capacità di prevedere di riuscire o meno riducendo il grado di autoefficacia. Questo significa che il risultato sarà piuttosto quello di non riuscire nello svolgimento di un compito che di farcela.

Se lo studente si trova nelle condizioni di non poter evitare di affrontare  un compito che pensa di non riuscire a fare, entra in uno stato di ansia che comporta un’alterazione del suo stato fisiologico e ciò induce la sua mente ad occuparsi di queste variazioni fisiche con conseguente riduzione delle sue capacità cognitive. Si ha, inoltre, un aumento della motivazione a SOTTRARSI a queste condizioni di malessere, ed ecco perché gli studenti che hanno difficoltà a portare a termine la loro preparazione hanno sempre meno motivazione ad andare avanti.

Nella mia attività di Mentoring scolastico la prima sfida che cerco di vincere quindi con lo studente è quella di FAR CESSARE tutta quella serie di COMPORTAMENTI che concorrono a CONFERMARE le sue CREDENZE NEGATIVE sullo studio.

Il mio obbiettivo finale è quello di frar accedere lo studente in quello stato prima somatico e poi emotivo attraverso il quale tutto quello che si fa, avviene NATURALMENTE e  BENE.

Il processo attraverso il quale si accede in questo stato generativo di cui ho potuto riscontrare, personalmente, la sua efficacia è il ReSonance che sto strutturando appositamente per i giovani dai 12 ai 25 anni.

Se vuoi saperne di più puoi contattarmi attraverso la Pagina di FB Roberta Tarsitano Advising o attraverso twitter.

A presto!

Quando il talento non basta….

Gli allenatori  più aggiornati cioè quelli che svolgono anche la funzione di mental coach sanno benissimo che il talento da solo non basta per raggiungere certi obbiettivi sportivi e questo è valido anche nella vita personale e professionale.

IL TALENTO VA COLTIVATO

Il tutto sta nella Teoria delle 10.000 ore. Per fartela brevissima, alcuni scienziati hanno seguito dei violinisti e, con esperti del settore, li hanno divisi in tre categorie:

Quelli con un futuro brillante; Quelli bravi; Quelli scarsi.

Tutte e tre le tipologie di violinisti avevano cominciato a suonare il violino a 5 anni. I ricercatori hanno fatto delle analisi approfondite e hanno notato che:

  • Gli “scarsi” si erano esercitati per meno di 4.000 ore;
  • I “bravi” si erano esercitati per un massimo di 8.000 ore;
  • Quelli giudicati con un “futuro brillante” si erano esercitati per una media di 3 ore al giorno… per un totale di minimo 10.000 ore!

10.000 ore sono tantine… tanto per capirci sono: per 9 anni circa 3 ore al giorno.

Questa teoria mi piace molto perché risponde a tutti quelli che diconoEh va beh grazie…..ma quello ha talento!insomma possiamo dirlo apertamente che questo modo di pensare è una gran cavolata!

Eppure attraverso l’osservazione dei percorsi professionali seguiti da molti personaggi di successo tipo Carolina Kostner, attuale campionessa mondiale ma anche Bill Gates, i Beatles o i giovanissimi One Direction, hanno dimostrato che anche questo spesso NON BASTA!

C’é qualcosa che ti fa alzare la mattina presto anche quando potresti dormire, ti da una grande sensazione di benessere quando fai quello che devi e soprattutto se sai di averlo fatto bene, ti fa sentire in colpa se non riesci ad organizzarti per fare quello che ti piace, non ti fa sentire il peso dei sacrifici che fai per dedicarti a quel tipo di allenamento, insomma quello di cui sto parlando si chiama ….PASSIONE!

Anche questo gli allenatori, mentori, mental coach, maestri o comunque si vogliano chiamare, i più bravi lo sanno,  come sanno che l’unico modo per innescare una vera e propria PASSIONE per quello che fai e’

IL DIVERTIMENTO

Creare un AMBIENTE MOTIVANTE attorno alla persona che vuole raggiungere certi risultati (anche prima delle 10.000 ore 😉  ) è l’elemento comune a tutte le storie delle persone che hanno raggiunto il LORO PERSONALE SUCCESSO!

Se vuoi sapere come fare, contattami attraverso twitter o la Fan page di FB Roberta Tarsitano Advising

Presentazione attività di mentoring….. per i genitori che vogliono saperne di più

My element

In queste slides riassumo i principi base della mia attività di Mentoring rivolta ai giovani in età scolare che da qualche anno sto approfondendo attraverso un modello di sviluppo e formazione ReSonance, dove si è guidati verso L’ACQUISIZIONE DI NUOVE ABILITÀ E COMPETENZE nei settori dell’evoluzione personale e dello sviluppo professionale. Sono tantissime le influenze che mi hanno portato a questo specifico modello di trasformazione personale; ho attinto alle esperienze maturate anche nella mia personale esperienza professionale, avendo lavorato per qualche anno in strutture penitenziarie, anche minorili, di Firenze e Roma, oltre che allo studio e all’applicazione professionale e quotidiana, del lavoro di Richard Bandler, Joseph Riggio e di Joseph Campbell, sino al modello di educazione suggeriti da Sir Ken Robinson, pedagogista inglese, che ha gettato i principi base del nuovo manifesto educativo britannico.

Da circa 10 anni ho approfondito inoltre lo studio e l’applicazione del WEB marketing e del Social Media Strategy, dopo una Laurea in Scienze Sociali a Chieti in Comunicazione Interna ed Esterna nella Pubblica Amministrazione, che mi consente di svolgere anche una efficace attività di consulenza nello specifico settore della Formazione e Sviluppo professionale attraverso il Social Media Strategies & Engagement.

Non c’é vento a favore per il marinaio che non sa dove andare … quindi datti una mossa e trova la TUA direzione.

Ho una confessione da fare, ogni qual volta affronto una discussione sui bambini e l’istruzione tendo ad INFERVORARMI ed ultimamente questo accade sempre più spesso, ed anche questo credo sia un indicatore dei tempi in cui viviamo. Sono arcistufa di leggere articoli o peggio sentire professori e genitori che dicono “i Social Media (Facebook o Twitter) allontanano dallo studio delle materie FONDAMENTALI per la formazione accademica”, come se quest’ultima fosse la soluzione all’attuale crisi economica MONDIALE!

Al riguardo sposo pienamente la tesi del Pedagogista inglese Ken Robinson: “il nostro intero sistema EDUCATIVO è ancora basato sull’idea di abilità accademiche” e questo per una ragione fondamentale: tutto il sistema è stato inventato – in tutto il mondo non c’erano scuole prima del XIX secolo – secondo lo stile economico dell’epoca, infatti il 20° secolo era caratterizzato da una economia dominata dal pensiero di Frederick Taylor e il suo lavoro THE SCIENCE OF PRODUCTIVITY, secondo cui la produttività proveniva da una maggiore efficienza per cui anche il SUCCESSO era correlato alla possibilità di creare beni e servizi nel modo più VELOCE ed ECONOMICO possibile con una forza lavoro che riuscisse a TESTA BASSA a sopportare cicli di lavoro incessanti e che incoraggiassero sempre maggiore velocità e precisione.

L’intero sistema educativo quindi era stato progettato e strutturato per venire incontro ai fabbisogni industriali, per creare cioè una massa di persone che fossero in grado di funzionare secondo criteri di MECCANICA ed EFFICENZA, ma I TEMPI SONO CAMBIATI!

L’attuale sistema economico e la sua IMPREDICIBILITA’ hanno delineato i NUOVI criteri correlati al successo economico e cioè:

INNOVAZIONECREATIVITA’SPIRITO IMPRENDITORIALE

Si assiste a quello che da molti viene definito un vero e proprio cambio di paradigma : da una società basata sui TITOLI di STUDIO a SOCIETA’ della CONOSCENZA, quest’ultima strettissimamente legata alla Tecnologia (Social Media compresi) ed alle informazioni cosiddette OPEN SOURCE cioè accessibili gratuitamente in rete.

E’ assolutamente vero che sono spariti tanti “mestieri” di una volta ma è altrettanto vero che ce ne sono di NUOVI e sono sicuramente MOLTI DI PIU’; INNOVAZIONE – CREATIVITA’ – SPIRITO IMPRENDITORIALE sono accessibili a CHIUNQUE purché in linea a quelle che sono le

TUE REALI ABILITA’ E TALENTI

E per questo ti chiedo

SEI A CONOSCENZA DI QUALI SONO LE TUE REALI ABILITA’ ? SAI “CONNETTERLE” ALLE ENORMI OPPORTUNITA’ PROFESSIONALI CHE CI SONO ATTUALMENTE?

Il sistema più efficace che conosco e che è oggetto dei miei studi è il ReSonance che sto strutturando appositamente per i ragazzi in età evolutiva, se vuoi saperne di più puoi contattarmi attraverso FB o Twitter.

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