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Andreste all’estero a dirigere una fabbrica che fa lavorare i bambini?

sai entrare in un altra cultura?

Lavorando con i giovani molto spesso mi capita di sentire che hanno intenzione di iniziare una carriera lavorativa all’estero; solitamente si scoraggiano pensando alle mole di conoscenza e di abilità  che pensano di dover avere prima di svolgere con successo una professione in un ambiente culturale diverso.

Ecco quindi le strategie  che personalmente ho trovato più utili 😉

Primo fra tutti esaminare la propria  MOTIVAZIONE : una sana curiosità è essenziale se si ha voglia di integrarsi con quella specifica cultura . E’ necessario essere davvero curiosi di imparare tutto circa le persone con la quale andremo ad interagire: abitudini alimentari, modi di dire, modo di relazionarsi. Se non si ha questo tipo di curiosità, risulta davvero difficile poter interagire con chiunque soprattutto nel proprio posto di lavoro. 

Secondo, imparare a “DECENTRARSI” : avere cioè la volontà di interpretare le cose vedendole secondo un altro punto di vista. Sapersi mettere nelle scarpe dell’altro e vedere le cose secondo la loro prospettiva,  la considero una abilità fondamentale . Se ad esempio una persona sposta lo sguardo mentre state parlando non date per scontato che sia una persona scortese. In alcune culture asiatiche come ad esempio la Tailandia , guardare qualcuno negli occhi denota invece una forma estrema di insubordinazione o provocazione, quindi distolgono lo sguardo per educazione. Lo stesso dicasi se qualcuno entra nel vostro ufficio ed immediatamente si siede senza chiedervelo, in alcune culture orientali risulta sgarbato rimanere fisicamente alla stessa altezza del proprio superiore! Pertanto sedersi immediatamente deve essere interpretato come un atto di deferenza. DECENTRARSI include anche chiudere il proprio manuale delle buone maniere accettando che le persone che ci circondano hanno davvero un altro manuale! 🙂

Un’altra abilità fondamentale per essere un vero “cittadino del mondo” è conoscersi a fondo, CONOSCERE I NOSTRI PUNTI DI FORZA E LE NOSTRE DEBOLEZZE e riflettere su come possano essere interpretate da un’altra cultura . In passato spesso avevo la necessità di comunicare via Skype con alcuni colleghi dell’area arabica, Kuwait ed Arabia Saudita, spesso ricevevo delle lamentale circa il mio inglese . A dire la verità il mio inglese era ottimo quello che sbagliavo era il mio tono, spesso stridente ed autoritario, agli occhi dei miei interlocutori uomini, di quella cultura,  risultava offensivo. Esercitandomi ad usare un tono molto più simile a a quello utilizzato dalle donne arabe ho migliorato considerevolmente la mia comunicazione.

Il punto è che è necessario “modularsi” senza trasformare totalmente la nostra condotta, altrimenti rischieremmo di diventare delle persone false e quindi difficilmente riusciremmo a mantenere sempre tale maschera.

 RIMANERE FEDELI AI NOSTRI VALORI è estremamente importante soprattutto quando si ha a che fare con situazioni di responsabilità sociale. Immaginate ad esempio vi venga chiesto di dirigere uno stabilimento in una qualsiasi parte del mondo dove sono impiegati regolarmente bambini nelle fabbriche. Sareste in grado di farlo sapendo che molte famiglie fanno affidamento proprio su questo reddito? O preferireste aderire al principio per cui i bambini non dovrebbero lavorare ma andare a scuola che rispecchia il nostro paradigma culturale?

Questo tipo di dilemma culturale può diventare davvero difficoltoso da gestire e lo si può fare unicamente se si è in grado di conoscere quali sono i nostri valori di riferimento e fino a che punto siamo elastici su questi.

Questo ragionamento porta verso quella che è l’abilità principale, e cioè un altissimo livello di INTELLIGENZA EMOTIVA. Questa consiste nella capacità di andare avanti anche quando le cose non sembrano andare per il verso giusto. Delusioni e fallimenti sono inevitabili e fanno parte del processo di apprendimento . Uscire dalla propria zona di confort non è sempre facile ma saper accettare nuove sfide e perseverare attraverso le difficoltà è l’unico modo per uscirne definitivamente, consentendo anche di rafforzare la propria personalità e performare molto bene anche in ambienti culturali molto diversi.

A presto

Roby 

Source : Speak Up – Culture beyond language

Ripartire con il piede giusto dopo le vacanze

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La figura centrale nell’ambito di quello che io ho definito Apprendimento Generativo è il MENTORE;  i libri di Ken Robinson sono densi di esempi al riguardo, a volte sono stati vicini di casa, altre volte insegnanti come nel caso del disegnatore e creatore dei Simpsons, raramente purtroppo lo sono i genitori. Queste persone ispirano e meravigliano mostrando le potenzialità umane, fanno aprire gli occhi persino spingendo a seguire il loro esempio, ma la cosa più importante che sono in grado di fare è quella di aiutare a condurre le persone verso il proprio ELEMENTO dove è possibile unire talento e passione. Come afferma lo stesso pedagogista:”I mentori giocano un ruolo senza pari nell’aiutare le persone a raggiungere il proprio Elemento. Può sembrare che io stia esagerando affermando che il solo modo per raggiungere l’Elemento implichi la guida di un mentore, ma è un’esagerazione relativa. Tutti incontriamo numerosi ostacoli e limitazioni nel nostro viaggio alla scoperta di chi siamo veramente. Senza una guida esperta che ci aiuti ad identificare le nostre passioni, che incoraggi i nostri interessi, che ci spiani il cammino e che ci spinga a sfruttare al massimo le nostre capacità il viaggio è notevolmente più difficile”.

Anche per Joseph Campbell, uno dei più importanti esperti di mitologia comparata, che arrivò a formulare il modello di sviluppo personale denominato il Viaggio dell’Eroe, uno dei ruoli fondamentali all’interno di tale modello è occupato da quello che lui stesso definisce come Magic Helper, letteralmente l’aiutante magico . “Durante il viaggio, l’eroe troverà davanti a se diversi ostacoli ed impedimenti ed è proprio durante queste sfide e questi periodi che i Magic Helper offrono il loro supporto all’eroe. A volte lo sostengono per qualche passo, altre volte per un tratto più lungo del suo viaggio”.

Il mentoring, naturalmente è un percorso a doppio senso. Per quanto sia importante avere un mentore nella propria vita è altrettanto importante per i mentori ricoprire questo ruolo. E’ persino possibile che scopriate che il vostro vero ELEMENTO sia essere mentori per altre persone, così come è successo a me.  🙂

Antony Robbins, formatore motivazionale Self-Help, è uno dei mentori e personal coach di maggior successo del mondo, anzi viene ritenuto colui che ha gettato le basi di questa professione che è in continua crescita per il ruolo sempre più profondo che possono ricoprire in molte vite anche perché sempre più persone stanno scoprendo che essere mentori, per loro, significa aver trovato il loro ELEMENTO.

Come MENTORE ho elaborato il progetto di Apprendimento Generativo dove ho deciso di utilizzare molte tecniche di PNL in funzione di uno degli scopi principali che si propongono la Pedagogia e  la Psicologia dello Sviluppo: studio dell’evoluzione e lo sviluppo del comportamento umano dalla nascita alla morte.

Attraverso questo blog  e le sessioni di Mentoring ho deciso di raccogliere la mia formazione personale in queste discipline. Questo perché spesso queste discipline si incontrano e trascendono nel loro scopo più alto e cioè educare il comportamento umano al miglioramento personale.

L’apprendimento che ti propongo, differisce da quello meramente informativo che mettiamo in atto fin dal primo giorno di scuola, che è costituito da una sorta di bombardamento di informazioni che restano nella nostra mente per un tempo limitato, l’Apprendimento Generativo è l’apprendimento che porta al cambiamento: è quello che sperimenterai durante le sessioni personalizzate  e poi mettendo in pratica gli esercizi e le tecniche che imparerai .

Se ti interessa “ripartire con il piede giusto”  contattami e prenota la sessione personalizzata di Mentoring scolastico o professionale o anche solo per sapere se il mio progetto può esserti utile.  😉

TI saluto

Roberta

Per farti assumere, conta fino a 10!

colloquio-di-lavoroQuello che ti consiglio è di contare fino a 10. Infatti grazie al mio lavoro di investigatore ho imparato a “leggere” le persone: in dieci secondi so già più o meno se sono seri e ingessati, o tranquilli e sorridenti. E ti assicuro non è un’abilità difficile da sviluppare, quindi ti consiglio di allenarti a farlo da subito: quando parli con qualcuno per la prima volta, cerca di capire entro i primi dieci secondi come sono (come dice una famosa ricerca denominata Thin Slices).

Le persone vanno d’accordo con le persone simili a loro, (questo se non l’hai capito è una super dritta 😉 ) un datore assume quelli con cui pensa di andare d’accordo. Se tu ti adatti al carattere del capo, le possibilità di ottenere un lavoro aumentano considerevolmente. La cosa più importante da tenere a mente è l’ottimismo (ricorda la regola aurea): vai con un sorriso, carico e sicuro delle tue possibilità. Sii convinto(esercizio Bolt) che il tuo futuro sarà straordinario. Ricorda che il colloquio non è un interrogatorio, non è una guerra, non è una lotta per la supremazia. È un incontro per raggiungere un accordo che dia benefici a entrambi: tu vuoi i soldi, il tuo datore vuole affidarti dei compiti che da solo non può svolgere. È uno scambio equo, un accordo pacifico. Se prendi il colloquio in maniera amichevole, il tuo linguaggio non verbale si adatterà alle tue convinzioni e sarai più aperto e disponibile, due qualità che un dirigente apprezza.

Altra dritta 😉 … OSSERVA ATTENTAMENTE L’UFFICIO DEL GRANDE CAPO OSSERVA L’ORDINE: se l’ufficio è perfetto il capo cercherà una persona ordinata, mostra quelle qualità. Se le penne sono sparse per la scrivania, gli aspetti da sottolineare saranno dinamicità e autonomia.

Inoltre non dimenticare … OSSERVA LA SCRIVANIA: dall’ambiente puoi capire molto. Se ci sono oggetti personali, foto della famiglia e racchette da tennis appese alle pareti, sai già che puoi partire con un approccio informale ma educato.

Ad ogni modo, apri con una battuta simpatica: devi capire fin da subito se chi hai di fronte ha voglia di scherzare oppure no. Sii originale e divertente, non recitare un copione. A seconda della reazione, saprai il tono che dovrai mantenere per il colloquio: se il datore sorride, punta sulla simpatia. Se ti guarda male mantieni il sorriso ed evita altre uscite del genere. Essere simpatico con la persona giusta ti garantirà un lavoro, se non fai errori grossolani.

Durante il colloquio orale  devi confermare la stessa linea espressa nel tuo CV: non usare tre parole per dire quello che puoi sintetizzare in una. Non evitare le domande, rispondi a tutto in maniera chiara e semplice. Se cerchi di nascondere qualcosa, lo darai a vedere. Soprattutto per esperti in selezione del personale( e quindi molto allenati a riconoscere i Segnali Non Verbali)  non si è mai sufficientemente bravi a mentire. Anche se le domande che ti vengono poste non sono sempre a te gradevoli, rispondi con sincerità.

ATTENZIONE:Se hai avuto problemi con il capo precedente ti prego non insultarlo o non parlarne MALE! Altrimenti la persona che ti sta ascoltando penserà che sei un gran rompiscatole e piantagrane e che se un giorno te ne andrai parlerai male di LUI. Quindi, con un tono pacato e privo di rancore, ti suggerisco di usare frasi del tipo : “Purtroppo i nostri punti di vista erano divergenti e non siamo riusciti a risolvere i problemi che ne derivavano, quindi abbiamo deciso di porre fine al contratto” … suona assolutamente molto meglio a chi ti ascolta! 

SII ONESTO: Non addolcire la pillola, non cercare scuse, non inventarti particolari inutili: “sì, due anni fa sono stato fermato perché cantavo di notte per strada dopo aver bevuto troppo.” Puro e semplice.

NON STARE SULLA DIFENSIVA, MAI. SEI LÌ PER PARLARE, E QUINDI PARLA 🙂  NON SPRECARE PAROLE, MA NON SPRECARE NEMMENO OPPORTUNITÀ PER METTERTI IN LUCE.

Se desideri prenotare una sessione di Mentoring prima di un colloquio di lavoro a cui tieni, puoi prenotare una sessione di Mentoring privato, da fare anche attraverso Skype, contatta la mia mail rtarsitano@gmail.com

Ti saluto ed in bocca al lupo per il tuo lavoro!

Roby

P.S. Leggi sotto i preziosi consigli dati da un Manager Vodafone!

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