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Ogni caduta ci rende più forti

Sosteniamo i nostri figli  dalle cadute fisiche e psicologiche: una brutta pagella, una bocciatura, una delusione amorosa ; sono tutte occasioni per dimostrare quanto li amiamo e quanto crediamo in loro .

 

Trova il tuo QUINTO ELEMENTO per far vivere le tue passioni

ogmmDi recente ho avuto l’opportunità di assistere ad un orchestra itinerante formata da giovani, quasi tutti minorenni, davvero talentuosi, tra di loro vi era anche una giovane ragazza tenore, di soli 15 anni davvero molto brava; non ho potuto fare a meno di chiedere alla madre come mai la figlia si fosse avvicinata a questa arte davvero poco comune trai i giovani e questo è quello che mia ha risposto:“in famiglia nessuno di noi si è mai avvicinato alla lirica, però avevo notato che quando casualmente mia figlia ascoltava cantare un opera era quasi ipnotizzata, allora l’ho accompagnata a vederne una quando aveva solo 8 anni, pensando che da lì a mezzora me ne sarei andata, invece è rimasta ferma per circa 2 ore! Alla fine dell’opera mi ha detto “mamma, io voglio stare là sopra” indicandomi il palco(ELEMENTO)” .

In ambito sportivo mi ha colpito la storia di Bart Conner, ginnasta americano aveva sei anni quando scoprì di poter camminare sulle mani facilmente così come faceva sui piedi. Più tardi scoprì che poteva farlo anche sulle scale ; aveva una naturale destrezza, la madre di Bart non poteva di certo immaginare cosa sarebbe successo ma gli ha riconosciuto un attitudine lo ha quindi accompagnato in una palestra (ELEMENTO) che Bart ha trovato un luogo inebriante! Più tardi divenne il giovane ginnasta americano più medagliato della storia .

L’ELEMENTO, è il concetto descritto dal pedagogista inglese Sir Ken Robinson nel corso del Benchmark Business svoltosi a Londranel 2012 che ha riunito i più grandi leader di pensiero che potessero ispirare i partecipanti ad essere leader migliori e rendere più sane le loro organizzazioni ed aziende.

Durante la conferenza è emerso che non basta  essere solo BRAVI a fare qualcosa bisogna trovare l’ELEMENTO in cui talento naturale e passione personale si incontrano.

Per vari motivi il tipo di educazione attuale è più orientata nel fare delle previsioni su quello che sarà UTILE nel corso della nostra vita e per la nostra carriera più che essere focalizzata su quello che veramente ci piace fare, su chi siamo veramente.

La madre del ginnasta non poteva immaginare quello che sarebbe successo a suo figlio e di certo non lo potrà mai sapere la medre del tenore  ma fortunatamente i ragazzi hanno trovato il loro ELEMENTO ed un MENTORE che sono riusciti ad individuare i loro talenti ead insegnare loro come farli conoscere al mondo esterno.

I 3 principi da cui parto per i miei studi orientati all’attività di Mentoring rivolta ai giovani sono:

  • TUTTI ABBIAMO GIA’ QUELLO CHE CI SERVE PER ESSERE DELLE PERSONE BRILLANTI ED APPAGATE
  • TUTTI NOI ABBIAMO UNA RISORSA ENORME DI TALENTO
  • LA CREATIVITA’ SI IMPARA ED E’ FONDAMENTALE PER ESTERNARE IL
    TUO TALENTO

L’attività di mentoring consente di rientrare in contatto con i propri talenti e passioni riportando chiunque verso il PROPRIO ELEMENTO cioè quel luogo virtuale attraverso il quale vengono vagliate tutta una serie di possibilità più che di limitazioni.

Il processo trasformativo più efficace ch esto studiando  è il ReSonance   in quanto a differenza della PNL Classica, quella di Bandler per intenderci,  parte da come sei quando tutto è “perfetto” ed espande a partire da questa posizione. Inoltre questa evoluzione della PNL, affronta il problema di come riconoscere la propria ABILITA’ UNICA o se preferiamo chiamarlo TALENTO e soprattutto come utilizzarla !

Se ti interessa riconoscere la TUA ABILITA’ UNICA contattami via Twitter o FB page oppure attraverso la pagina dei contatti .

A presto Roby

Find Your Tribe

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“Per molte persone, una componente primaria per entrare nel proprio ELEMENTO (inteso come luogo ideale per la realizzazione delle proprie passioni) è la connessione con altre persone che condividono la loro stessa  passione e il desiderio di dare il meglio di loro stessi attraverso di essa.” 

Qundi metteti in contatto con le persone che condividono i tui stessi interessi e con le quali un giorno potresti costruire il tuo SUCCESSO attraverso questo link    Find Your Tribe.

Non condannatevi da soli … Average is over

Avere l’onestà di ammettere che un determinato talento od attitudine proprio non si ha, è come un farmaco “salva-vita”.

Nel mondo del lavoro infatti è pieno di gente che svolge con piacere una professione per cui è predisposta, per cui non possedere nel proprio curriculum la combinazione “passione – talento” significa partire senza bagagli!

A mio parere ….l’entusiasmo non è una dote sufficiente.

Utilizzare il proprio talento oltre ad essere veramente molto meno “faticoso” è davvero divertente e nel momento in cui viene riconosciuto è davvero una grandissima gratificazione, che non ha niente a che fare con carriera e successo economico . Svegliarsi al mattino con questo tipo di “entusiasmo” corrisponde alla mia idea di successo e libertà.

Average is over: la media è finita con questo titolo all’inizio di quest anno Thomas Friedman scrive sul New York Times; attraverso un aneddoto spiega la seguente  tesi: in passato un lavoratore con competenze medie, svolgendo un lavoro medio, poteva ottenere un salario medio. Oggi la media non c’è più.  Average is over … appunto “Essere medi oggi non porta i benefici di una volta … visto che i datori di lavoro hanno abbondanza di mano d’opera straniera a buon mercato ed automazione in genere a buon mercato. … ognuno di noi deve essere in grado di capire quale potrebbe essere il suo contributo originale,  il suo valore aggiunto che lo distingue e gli permette di trovare il proprio spazio sul mercato del lavoro.”

QUINDI SE NON INDISPENSABILI ALMENO UTILI …  ALTRIMENTI KAPUT.

Cercare un impiego che NON richieda né talento né passione è davvero difficile da trovare, questi mestieri diventano sempre più scarsi e pagano davvero poco… quindi Average is over vale davvero per tutti, giovani ed adulti, l’impegno da solo non basta più.  Dovete individuare il vostro talento e capire come usarlo. Perché qualcun altro, state certi, capirà come usare il suo.

P.S. Pur rivolgendomi in particolre ai giovani, queste poche righe le ho scritte per tutti gli “adulti” che si mettono in contatto con me per saperne di più sul mio lavoro.

A presto

Roby!

Per superare gli esami ricorda la regola del 7% – 38% – 55%

Secondo due studi condotti dallo psicologo americano Albert Mehrabian, professore della UCLA University, che pubblicò nei libri “Silent Messages” e “Nonverbal communication”, quando comunichiamo la credibilità è data al 38% dalla voce(paraverbale), al 55% dal non verbale(linguaggio del corpo) e solo dal 7%(verbale) dal contenuto di ciò che diciamo .
Quindi avere una voce che si esprime con l’emotività giusta (coerente) per quel particolare momento è utile in ogni campo professionale: avvocati, venditori, impiegati che hanno contatto con il pubblico, insegnanti e studenti senza contare anche nell’ambito privato e cioè nelle relazioni tra genitori e figli oppure con gli amici .
La voce infatti è percepita da chiunque come molto importante, in quanto rispecchia la personalità e riuscire a modularla nel modo adeguato al messaggio che si vuole comunicare, provoca in chi ascolta delle reazioni POSITIVE che suscitano apprezzamenti e RINFORZANO la sicurezza nelle proprie capacità, diventando delle leve per un “cambiamento” di cui a volte non ci si rende neanche conto.
Nel corso della mia attività di mentoring infatti focalizzo l’attenzione sull’importanza di una esposizione (durante prove di esame ad esempio) CONVINCENTE. Ci sono infatti molti studenti che pur studiando tantissimo nel corso delle interrogazioni od esami non risultano CONVINCENTI a causa soprattutto di una TIMIDEZZA rafforzata anche da un certo retaggio culturale che porta a separare CORPO e MENTE. Durante i corsi fornisco agli studenti gli strumenti per rendere più convincente la loro esposizione che porta AUTOMATICAMENTE il loro corpo ad essere più espressivo e quindi la comunicazione molto più EFFICACE.
Ad esempio quando uno studente espone con ENTUSIASMO un argomento che gli è stato richiesto dall’insegnante, quest’ultimo si convince che gli è piaciuto e quindi che ha studiato!!!! Piccolo trucchetto per svangarla…. ;-).
Imparare ad essere convincenti è utile non solo durante il percorso di studio ma anche per affrontare le prime esperienze professionali: colloqui di lavoro, inserimenti in nuovi impieghi, desiderio di voler fare carriera.

Non essere CONVINCENTE è una delle maggiori cause di INSUCCESSO nel comunicare e quindi in buona parte della vita e questo perché esiste una regola aurea della comunicazione:

IN UNA COMUNICAZIONE NON E’ IMPORTANTE IL MESSAGGIO CHE PARTE
MA QUELLO CHE ARRIVA!

A questo proposito sto organizzando i percorsi di Mentoring per piccoli gruppi di studenti mi potete quindi contattare con il formulario sotto indicato o attraverso la pagina dei contatti

La differenza tra Vittoria e Successo

Nel corso della mia esperienza di educatore, come madre, insegnante di inglese, formatore professionale e coach sportivo ho cercato una definizione unica di SUCCESSO qualcosa che desse ai giovani, sotto la mia “supervisione”,  😉  sia nello sport che nell’insegnamento …qualcosa a cui aspirare che NON fosse solo un voto più alto in classe o il punteggio più alto in una gara sportiva!

Infatti già in un  mio precedente articolo “Battere se stessi” avevo evidenziato la mediocrità dell’educare i giovani a essere migliore di qualcun altro; suggerendo invece  di trasmettere l’idea di “imparare dagli altri” cercando di abbattere le PROPRIE barriere mentali ed abbattere i PROPRI limiti, lavorare per raggiungere la capacità di esprimersi al meglio perché  questo è qualcosa che si puo’ controllare; lasciarsi assorbire, coinvolgere o preoccupare troppo dalle cose su cui non si ha il controllo (la performance di un altro atleta o l’interrogazione di un compagno di classe) INFLUENZA NEGATIVAMENTE  le cose su cui si ha il controllo ( le proprie abilità ). 

Se ci si sforza a fare del proprio meglio, cercando di migliorare la situazione in cui ci si trova ritengo che quello sia il SUCCESSO. E non  ritengo che gli “altri” lo possano giudicare . 

E’ un po’ come la differenza tra la REPUTAZIONE ed il CARATTERE; la reputazione è come tu sei percepito il carattere è ciò che si è realmente e credo proprio che il carattere sia molto più importante di come tu sia percepito e questo perché nel corso della vita non saranno necessariamente uguali, e questa è una delle idee che cerco di trasmettere ai giovani. 

Per quanto mi riguarda  ho realizzato che finalmente, sono diventata una persona più autentica e più simile a chi ho sempre sentito di essere e questo per me rappresenta il mio vero personale SUCCESSO.

Quindi mi piacerebbe sapere: quale è il SUCCESSO che desiderate per vostro figlio? 

Vi aspetto per parlarne insieme sulla pagina di FB o attraverso twitter

 Ciao

Con le Apps si diventa bravi a scuola

Nel corso del mio ultimo viaggio a Madrid ho potuto nuovamente constatare di persona come sia totalmente cambiato il sistema di apprendimento da parte dei giovani, attraverso una  App  GRATUITA (applicazione per IPhone) era possibile conoscere la storia di ogni quadro presente nell’ imponente Museo del Prado; in un modo quindi semplice, veloce e vi assicuro assai più divertente era possibile venire a conoscenza di informazioni che prima ci venivano impartite in maniera, diciamo la verità assai più noiosa!!! Quanti sbadigli durante le visite guidate delle gite scolastiche , o no? 😛

L’andare a scuola,  come dice Bandura, lo si può considerare la sfida cognitiva e motivazionale più impegnativa che il bambino affronta nel suo percorso di crescita. Non a caso la definisco una sfida perché:

1) il cervello opera in modo sinergico costruendo enormi strutture sulle basi di altre già preesistenti, pertanto una mancanza momentanea può avere una ricaduta che può produrre, in seguito, delle difficoltà nella stessa disciplina o in altre materie, correlate ad essa;

2)  la scuola mette in evidenza  agli “altri” le proprie capacità o incapacità per cui, per alcuni studenti, l’essere esposti al giudizio degli altri o essere solo oggetto di osservazione è fonte di stress, tensione, ansia.

Numerosi studi hanno dimostrato e confermato che molti insuccessi scolastici sono dovuti ad una semplice incompatibilità tra lo stile d’insegnamento e quello di apprendimento (Stemberg 1996). Tutto questo porta alcuni studenti a credere di “non essere portati” per questa o quella disciplina scolastica, solo perché è stata insegnata in modo da essere percepita ostica e complicata, proprio a causa del  diverso modo di spiegare (ad esempio in modo descrittivo, per immagini) e di apprendere (ad esempio in modo più dinamico e coinvolgente). Questo può portare lo studente ad andare incontro all’insuccesso scolastico malgrado le sue capacità, ed impegno nello studio.

Nella mia esperienza ho potuto riscontrare inoltre la persistenza di un insuccesso scolastico porta, in genere, ad una serie di processi(comportamenti) che concorrono a realizzare la profezia autoavverantesi, cioè lo studente si aspetta di non riuscire e adotta un comportamento posto a confermare questa sua previsione.

Indipendentemente dalla motivazione, ai primi insuccessi egli incomincia a considerare le sue capacità di prevedere di riuscire o meno riducendo il grado di autoefficacia. Questo significa che il risultato sarà piuttosto quello di non riuscire nello svolgimento di un compito che di farcela.

Se lo studente si trova nelle condizioni di non poter evitare di affrontare  un compito che pensa di non riuscire a fare, entra in uno stato di ansia che comporta un’alterazione del suo stato fisiologico e ciò induce la sua mente ad occuparsi di queste variazioni fisiche con conseguente riduzione delle sue capacità cognitive. Si ha, inoltre, un aumento della motivazione a SOTTRARSI a queste condizioni di malessere, ed ecco perché gli studenti che hanno difficoltà a portare a termine la loro preparazione hanno sempre meno motivazione ad andare avanti.

Nella mia attività di Mentoring scolastico la prima sfida che cerco di vincere quindi con lo studente è quella di FAR CESSARE tutta quella serie di COMPORTAMENTI che concorrono a CONFERMARE le sue CREDENZE NEGATIVE sullo studio.

Il mio obbiettivo finale è quello di frar accedere lo studente in quello stato prima somatico e poi emotivo attraverso il quale tutto quello che si fa, avviene NATURALMENTE e  BENE.

Il processo attraverso il quale si accede in questo stato generativo di cui ho potuto riscontrare, personalmente, la sua efficacia è il ReSonance che sto strutturando appositamente per i giovani dai 12 ai 25 anni.

Se vuoi saperne di più puoi contattarmi attraverso la Pagina di FB Roberta Tarsitano Advising o attraverso twitter.

A presto!

Quando il talento non basta….

Gli allenatori  più aggiornati cioè quelli che svolgono anche la funzione di mental coach sanno benissimo che il talento da solo non basta per raggiungere certi obbiettivi sportivi e questo è valido anche nella vita personale e professionale.

IL TALENTO VA COLTIVATO

Il tutto sta nella Teoria delle 10.000 ore. Per fartela brevissima, alcuni scienziati hanno seguito dei violinisti e, con esperti del settore, li hanno divisi in tre categorie:

Quelli con un futuro brillante; Quelli bravi; Quelli scarsi.

Tutte e tre le tipologie di violinisti avevano cominciato a suonare il violino a 5 anni. I ricercatori hanno fatto delle analisi approfondite e hanno notato che:

  • Gli “scarsi” si erano esercitati per meno di 4.000 ore;
  • I “bravi” si erano esercitati per un massimo di 8.000 ore;
  • Quelli giudicati con un “futuro brillante” si erano esercitati per una media di 3 ore al giorno… per un totale di minimo 10.000 ore!

10.000 ore sono tantine… tanto per capirci sono: per 9 anni circa 3 ore al giorno.

Questa teoria mi piace molto perché risponde a tutti quelli che diconoEh va beh grazie…..ma quello ha talento!insomma possiamo dirlo apertamente che questo modo di pensare è una gran cavolata!

Eppure attraverso l’osservazione dei percorsi professionali seguiti da molti personaggi di successo tipo Carolina Kostner, attuale campionessa mondiale ma anche Bill Gates, i Beatles o i giovanissimi One Direction, hanno dimostrato che anche questo spesso NON BASTA!

C’é qualcosa che ti fa alzare la mattina presto anche quando potresti dormire, ti da una grande sensazione di benessere quando fai quello che devi e soprattutto se sai di averlo fatto bene, ti fa sentire in colpa se non riesci ad organizzarti per fare quello che ti piace, non ti fa sentire il peso dei sacrifici che fai per dedicarti a quel tipo di allenamento, insomma quello di cui sto parlando si chiama ….PASSIONE!

Anche questo gli allenatori, mentori, mental coach, maestri o comunque si vogliano chiamare, i più bravi lo sanno,  come sanno che l’unico modo per innescare una vera e propria PASSIONE per quello che fai e’

IL DIVERTIMENTO

Creare un AMBIENTE MOTIVANTE attorno alla persona che vuole raggiungere certi risultati (anche prima delle 10.000 ore 😉  ) è l’elemento comune a tutte le storie delle persone che hanno raggiunto il LORO PERSONALE SUCCESSO!

Se vuoi sapere come fare, contattami attraverso twitter o la Fan page di FB Roberta Tarsitano Advising

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